Premessa: ovviamente questo post è stato scritto per divertimento, cercate di utilizzare dei plettri normali se potete! ;-)
Recentemente stavo rileggendo con un’amica i bellissimi e numerosissimi commenti che mi avete lasciato sull’articolo “Noi Chitarristi, noi che…“.
Riflettendo su nuove frasi che si potrebbero aggiungere mi è venuto in mente di quante volte da piccolo mi sono ritrovato senza plettri in casa e con una voglia matta di suonare la chitarra. In quei momenti mi trasformavo in MacGyver e cercavo di ricavare un plettro da qualsiasi tipo di materiale presente in casa che potesse assomigliare alla consistenza di un plettro.
Anche perchè essendo piccolo non avevo sempre a disposizione i soldi per comprarne di nuovi, infatti adesso faccio la scorta all’inizio del mese e non rimango mai senza (ovviamente sono anche diventato un pò più ordinato e li perdo con più difficoltà).
La cosa più semplice da fare se volevi un plettro Thin o se ti accontentavi di un plettro morbido in mancanza di altro era… prendere una scheda telefonica usata e ritagliare un triangolo da quella. :-)
Quante schede telefoniche che ho ritagliato quando ero piccolo!
L’alternativa più diffusa era la moneta, peccato però che quando io ero piccolo c’erano le lire che non si prestavano molto bene a diventare dei plettri, mentre con il passaggio all’euro devo dire che mi è capitato spesso di suonare con i 5 centesimi.
Un’altra possibilità, per la gioia dei miei genitori, era quella di ritagliare le custodie delle videocassette VHS di una marca particolare che faceva le custodie con una plastica perfetta per suonare (anche se comunque troppo sottile per arrivare ad un plettro medium). Erano le cassette che si compravano per registrarci sopra e alcune di quelle, a casa mia, hanno ora una custodia un pò particolare :-)
…e nel 2013?
La più gettonata, anche sentendo i miei amici vari, quando eravamo piccoli, era la scheda telefonica. Ma… adesso? Nel 2013 di schede telefoniche non se ne vedono più, difficile avercene sempre in casa, a meno che tu non voglia distruggere la collezione di tua sorella più grande!
Neanch ele videocassette non vengono più comprate.
Quindi ho provato a far finta di trovarmi in questa situazione oggi, ed ecco le cose interessanti che ho scoperto:
– Le ricariche del telefono purtroppo a casa non le ho perchè la ricarica la faccio sempre tramite il sito della mia banca, quelle forse potrebbero essere un buon sostituto delle schede telefoniche, ma ho l’impressione che siano ancora più leggere.
– Più interessanti delle ricariche del telefono sono le schedine dove all’interno ti mettono la SIM del telefono. Quelle sono più rigide e potrebbero essere un ottimo sostituto del plettro. Meglio invece non utilizzare le SIM vere e proprie perchè ovviamente potrebbero danneggiarsi, ma se hai una SIM vecchia (non mini) che non utilizzi più potrebbe essere un’idea. In caso se provi lascia un commento e dimmi com’è.
– Non so voi, ma io, per via dello smodato utilizzo che ne faccio, compro le campane da 25 o 50 cd vergini. Il coperchio di queste, nella parte soprastante, quindi quella più dritta, è sicuramente un ottimo materiale per il tuo plettro fai da te, ma si tratta di plastica spessa, come fai per ricavarci il plettro? Se hai un bastoncino di ferro lo puoi scaldare molto in modo che riuscirai ad incidere molto facilmente il tuo plettro. Poi lo lasci raffreddare qualche minuto ed il tuo plettro è pronto!
– Ovviamente i 5 centesimi come facevo io quando è arrivato l’euro. Mi sentivo un pò il Brian May di turno, anche se ovviamente il risultato era del tutto diverso purtroppo (e non è perchè i 5 centesimi funzionano peggio del penny).
– Un altro materiale interessante che ho trovato è l’etichetta di un capo d’abbigliamento comprato da poco. Però è un’etichetta particolare perchè è molto rigida e facile da tagliare.
E a te? Capita mai in questi anni di dover ricavare dei plettri da altri materiali? Che cosa ti è capitato di utilizzare? Oppure, hai un materiale comune che vorresti provare come plettro?
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Io, invece ,le ricavo dal coperchio del barattolo o dal bicchiere della “nutella”.
Ne porto sempre uno in tasca (di plettro).
Attenzione, pero’,non sono tutti della stessa durezza.
Ciao.
Io invece in mancanza di plettro mi sfilo le stecche del collo della camicia, sono piu’ o meno della consistenza giusta se si utilizzano le twin.
Fantastici Giorgio e Giuliano! :-)
David i Plettri si fanno con moltissimi materiali. Se conosci Steve Tomasi saprai che lui cerca l’innovazione e lo stile nel plettro. E io l’ho potuto conoscere di persona. I suoi plettri sono fatti di kevlar e resine sintetiche di durezza incredibili (per la precisione aramidica). Io mi cimento nell’arte della liuteria, principalmente per me. E, nonostante le favolose idee di Steve ho potuto creare un plettro, per me, dalle caratteristiche leggermente differenti, più appuntito, più morbido nel tocco, più simpatico. E tutto questo con dei plettri da 5 centesimi presi su ebay, della colla cianoacrilica, due fogli di zebrano. Il trucco sta nell’esperienza manuale, e nella pazienza della ricerca, cercare la forma perfetta e correggere qualcosa che può essere già considerato il top. Il top si supera solo se vengono incamerati i principi di protesi medica che si studiano nelle facoltà mediche, dove sono orgoglioso di essere stato accettato per compiere un determinato percorso. Ora, i plettri si possono fare di plexiglas, di legno, di quello che volete. Cambia l’armonica che riescono a creare. Sono delle finezze????? No, perchè se lo sento io sono sicuro che lo sentite anche voi, io pretendo essere pari o inferiore agli altri per definizione, per statistica. Cioè se lo sento io e lo sentite voi, significa che dovete cercare ancora il plettro perfetto, che se non riuscite a suonare agilmente con un plettro da 2 soldi, forse è il momento di qualcosa di professionale. Non voglio fare pubblicità ma i record mondiali non si fanno per caso. Grande Italia, che fa delle cose geniali pure su questi campi!!!!
Riassumendo: in base a tecnica e a stile si può creare un materiale composito e/o laminato con il quale esprimere al meglio le proprie capacità. Per il metal si propone il plexiglas, ritorno elastico molto basso, lavorazione facile e poi si può colorare. :D. Per le soluzioni più morbide si ricorrerà ai legni più pregiati, all’estetica più valida. Per strumming in generale basterà trovare un tessuto abbastanza spesso da soddisfare tali esigenze, forse sarà buono l’involucro dei saponi liquidi di HDPE, molto resistente il polietilene ad alta densità, magari funziona con uno spessore di 200 micron.
A me e’ capitato di suonare con il cappuccio di una penna bic, …. Ero veramente disperato!
Davide. forse sono della tua generazione… musicale, usavo esclusivamente monete..per suoni molto Metal ahahaha! Schede telefoniche e a volte rubacchiavo delle lastre, in casa, se mi occorreva un pletro più morbido, quelle che si usano per fare i raggix, non comprendendo bene se commettevo un danno o meno e mi ricavavo il tanto desiderato e …sempre perduto plettro. Ciao Davide.
Io li tiro fuori dalle confezioni usate di pastiglie per la lavatrice oppure a volte ho usato le copertine rigide dei cd….. (se erano gia rotte)
Ma forse il “plettro piu bizzarro” è stato il tappo delle penne bic :D
Io grazie a Luca Francioso suono con le dita e non ho questi problemi :D
Io tengo l’unghia dell’indice sempre pronta alla carenza di plettro :-)
ciao, io i plettri li faccio dai contenitori dei detersivi…ne trovate di vari spessori e colori….. ma ne faccio pochi poiché suono con le dita! :-)