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I Legni di una Chitarra Elettrica: Suono e Maneggevolezza

Legni per Chitarra

La chitarra è sicuramente uno degli strumenti maggiormente acquistati e suonati del mondo. Esistono tantissime tipologie di chitarra, che si differenziano non solo per il genere che si vuole suonare, ma anche per l’età in cui si vuole imparare a suonarla, oppure, per il fatto che si sia destrimani o mancini. Le differenze sostanziali stanno, però, oltre che per la forma “fisica” della chitarra, anche nel genere in cui quest’ultima deve essere applicata.

La chitarra elettrica è una tipologia di chitarra piuttosto diffusa ed è una chitarra il cui suono viene sprigionato principalmente da un amplificatore. La sua strutturazione può essere particolarmente influente se si vuole fare una sostanziale differenziazione tra suono e maneggevolezza. In modo particolare, il legno che la costituisce gioca un ruolo molto importante, se non essenziale.

La qualità del suono e la maneggevolezza sono caratteristiche fondamentali che dipendono, sostanzialmente, dal tipo di legno utilizzato. Tra le proprietà del legno, che incidono su questi due aspetti, prevalgono, su tutte, la rigidità e la densità del legno. La prima si riferisce prettamente al coefficiente di elasticità del materiale, la seconda, invece, fa riferimento al coefficiente di propagazione del suono all’interno del materiale stesso.

Acero

Uno dei legni più utilizzati nella costruzione delle chitarre elettriche è, sicuramente, il legno d’acero. Il motivo del suo ampio impiego risiede nell’ottimo compromesso tra la densità e la rigidità del materiale, con la produzione di un suono brillante e deciso. Per la costruzione di queste chitarre non si utilizza una varietà generica di acero, ma vengono impiegate diverse tipologie di questo legno.

La prima tipologia che descriveremo è “l’hard rock maple“. Questo legno d’acero è tipico delle regioni che circondano il Canada e l’America del Nord ed è principalmente utilizzato per la costruzione dei manici. La seconda tipologia è l'”acero fiammato” è un legno tipico dell’Europa dell’Est ed utilizzato, anche esso, per la produzione di manici. L’ultima tipologia di legno d’acero che andremo a descrivere è il “Quilted maple“, proveniente dalle foreste dell’America Settentrionale ed un po’ più duro rispetto agli altri tipi. Viene impiegato per la costruzione di top e top plate, anche se non è infrequente trovarlo nella costruzione di qualche “body”.

In quanto a maneggevolezza, il legno d’acero è uno dei più impiegati anche per la sua comodità, soprattutto nelle varianti più morbide ed elastiche.

Ebano

Passando ad un altro legno frequentemente impiegato nella costruzione di chitarre elettriche, non si può trascurare l’ebano. L’ebano è un legno per chitarra molto pregiato, anche se, in negativo, ha il fatto di essere piuttosto costoso. Riguardo la maneggevolezza, l’ebano risulta un legno adatto all’idea di una tastiera veloce e dinamica, poiché, grazie alla sua rigidità, offre una resistenza maggiore alla corda premuta. Dal punto di vista sonoro, l’ebano permette l’emissione di suoni più acuti, anche se pecca di una stabilità sonora minore rispetto all’acero.

Palissandro

Altro legno degno di nota è il palissandro. Per la costruzione delle chitarre elettriche vengono utilizzati due diversi tipi di questo legno: il palissandro indiano e il palissandro brasiliano.

Il palissandro indiano è quello più usato per le tastiere. Grazie all’oleosità delle sue fibre, questo legno permette una migliore elasticità della tastiera, pur smorzando alcune sonorità acute. E’ un legno piuttosto comodo poiché, per mezzo della sua porosità, permette alle dita una maggiore aderenza. La porosità, però, ha anche degli svantaggi. Infatti, consente un maggior assorbimento dell’umidità, oltre alle incrostazioni dovute alla sporcizia. Questi elementi possono influenzare le potenzialità sonore del legno.

Il palissandro brasiliano, invece, è molto meno frequente del primo tipo e cresce, principalmente, in Brasile e nelle Honduras. Più denso e pesante del palissandro indiano, è caratteristico per le sue sfumature arancioni. Le sue qualità risiedono in un’ampiezza di frequenze supportate, oltre ad essere piuttosto maneggevole e veloce nella tastiera. La pulizia di questo legno, rispetto alla variante indiana, può essere effettuata più raramente.

Tiglio

Il tiglio è un legno facilmente reperibile negli Stati Uniti d’America e nel Canada. Molto morbido, dal punto di vista della maneggevolezza, ed economico, questo legno viene applicato sia su chitarre costose che economiche. La sua composizione permette l’emissione di un range di frequenze sonoro piuttosto ampio, che fa di questo legno uno dei materiali migliori per la costruzione di chitarre elettriche.

Ontano

L’ontano è un legno che cresce sia in Europa che in Nord America. Supporta ed enfatizza, soprattutto, le frequenze medie ed il suo impiego avviene principalmente per la costruzione di chitarre pregiate. Anch’esso piuttosto ruvido, l’ontano permette una maggiore aderenza alla tastiera, anche se pecca di fluidità e velocità.

Bubinga

L’ultima tipologia di legno per chitarra elettrica che andremo a descrivere è il bubinga. Il bubinga è un legno piuttosto pregiato, utilizzato principalmente per la costruzione di body. Possiede discreta maneggevolezza e sonorità tendente alle note basse.


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1 commento

  1. Matteo G.

    Articolo veramente buono. Se posso permettermi, da allievo di liuteria nonché appassionato di chitarra elettrica, aggiungo qualche osservazione, sperando che ciò possa essere utile ed interessante. 1) Anche se si può intuire leggendo attentamente l’articolo, sarebbe bene specificare che più un legno è elastico, più scuro (cioè ricco di frequenze basse) sarà il suo timbro caratteristico. 2) Dov’è finito il mogano? Spesso utilizzato per le chitarre elettriche, un body in mogano da un timbro meno squillante rispetto a legni come l’acero, quindi più gradevole per chi cerca un suono più vellutato (tra l’altro, sebbene il grosso delle sonorità di un’elettrica venga dai pick-up, perfino con quelli attivi si sente la differenza di equalizzazione dei legni, provato personalmente: stesso pick-up, stesso manico, costruzione avvitata in entrambi i casi, un body in ontano e l’altro in mogano). 3) Forse qui vado fuori tema, ma la costruzione conta! Quella avvitata, contrariamente a quanto crede la maggior parte di noi, fornisce più sustain del neck-thru, anche se… una differenza reale non è percepibile a orecchio! http://liutaiomottola.com/myth/neckJointSustain.htm

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