Share Button

Esce nei negozi di dischi il nuovo album di Steve Lukather dal titolo All’s Well That End Well (tutto è bene ciò che finisce bene).

Steve Lukather. Se non conosci il suo nome, tieni presente che lui ha sicuramente suonato in una canzone che conosci. Nella sua carriera da chitarrista ha suonato, oltre che nei TOTO, band di cui lui è cofondatore, anche in oltre 1500 album di artisti del calibro di Michael Jackson (ad esempio ha collaborato alla riuscita di Beat it ed ha inciso la parte ritmica), Van Halen, Aretha Franklin, Stevie Nicks…

Due giorni fa è uscito il suo nuovo album da solista, il sesto fino a questo momento, All’s Well That End Well, un album che contiene solo una traccia sturmentale, l’ultima, e dove tutte le canzoni sono cantate da lui.

Steve racconta che questo per lui è stato l’anno più terribile della sua vita in cui ha divorziato dalla madre dei suoi figli più piccoli, è morta sua madre e va 2 volte a settimana dallo psicologo e che la sua vita privata è nel caos più totale. Emozioni, queste, che però gli hanno permesso di sfornare un album che sembra essere tra i migliori suoi.

Le canzoni sono in stile Luke come direbbero in America e con una chitarra con un perfetto Luke sound. Le canzoni sono di vario genere, si passa dall’Hard Rock, al Blues al Jazz Fusion della traccia strumentale di chiusura.

In particolare la prima traccia dopo una lunga introduzione presenta un buonissimo riff rock per chitarra elettrica. Tutte le canzoni sono orecchiabili e interessanti da ascoltare. Ovviamente si alternano alcune ballad a canzone più aggressive e ritmate, tutte però in stampo Rock.

Come assoli di chitarra trovo molto interessante l’assolo della teza traccia Can’t Look Back, ma non è l’unico solo che può interessare.

In conclusione trovo che sia un buonissimo album sia da ascoltare che da suonare. Credo che nel suonare l’ultimo album di Steve Lukather, All’s Well That End Well, ci sia da divertirsi. Il mio parere è sicuramente positivo.

Share Button