Spesso l’ostacolo al miglioramento di un chitarrista è la rigidità e mancanza di fluidità nei movimenti delle dita, mano e corpo. In questa lezione di chitarra vediamo 3 passi per migliorare drasticamente la fluidità nel suonare la chitarra.
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Il Problema della Rigidità
Lo dico spesso, ma non lo ripeto mai troppo: in certi casi è possibile sbloccare una situazione di stallo delle proprie abilità sulla chitarra semplicemente focalizzandoci sul “COME” eseguiamo un certo esercizio o brano e non sul “cosa“.
Per esempio lavorando sulla fluidità di esecuzione ho visto in molti casi i miei allievi fare dei salti di qualità assolutamente notevoli e totalmente imprevisti, anche perchè lavorare su questo aspetto ti consente di suonare in modo più rilassato.
Il problema della rigidità si presenta sicuramente in larga scala nei principianti, all’inizio del percorso di studi di chitarra. In questa fase è facilissimo perdere il controllo dell’attività muscolare dell’avambraccio e delle dita soprattutto, ma in generale è molto facile vedere un principiante suonare in tensione.
All’opposto invece, la mancanza di rigidità, e quindi la fluidità dei movimenti dei grandi chitarristi che vediamo spesso ci porta a pensare che quello che stanno eseguendo sia più facile di quello che è in realtà.
Ti è mai capitato di vedere un chitarrista famoso suonare un riff o un assolo che all’apparenza sembra facile in quanto chi lo esegue è rilassato e suona in modo fluido, mentre quando hai provato ad eseguirlo tu hai scoperto che… era impossibile!?
Ecco una delle spiegazioni del “fa sembrare tutto facile“.
Rigidità o Stanchezza?
È importante però non confondere la rigidità normale data dalla nostra inesperienza o dalla nostra normale impostazione acquisita nel tempo, con la rigidità muscolare data dalla mancanza di pause.
A questo link trovi una mia lezione di chitarra che ho tenuto in diretta streaming la settimana scorsa in cui parlavo proprio di come gestire le pause, ma soprattutto di quanto sia dannoso non forzarsi a fare delle pause programmate.
Ecco, nel caso il problema fosse la mancanza di pause, potrai tranquillamente risolvere il tuo problema aggiungendo delle pause intelligenti nella tua sessione di studio.
3 Passi +1 per Suonare in Modo Fluido
Passiamo ai consigli pratici, vediamo 3 passi (+1) per ottenere subito un miglioramento di fluidità nel tuo modo di suonare la chitarra.
Alcuni di questi consigli potranno sembrarti banali, ma la verità è che se metti da parte questa idea e fai veramente quello che ti dirò otterrai dei miglioramenti notevoli, mentre se ti limiti semplicemente a dire che sono consigli banali… di sicuro il problema della rigidità non lo risolverai mai.
Quindi prima di criticare i miei metodi e consigli applicali e poi risultati alla mano (curioso gioco di parole) potrai fare le tue considerazioni. Stranamente, tutti coloro che applicano controvoglia, poi alla fine non hanno niente da constatare.
Passo 1
Il primo passo non è il numero 1 a caso, infatti è la cosa che dovrai fare sempre all’inizio di ogni sessione di pratica con la chitarra. Si tratta dello stretching, ma non quello che intendono i chitarristi in generale e quindi gli esercizi di riscaldamento (che comunque dovrai fare, ma lo do per scontato), ma lo stretching che tutte le persone conoscono, quello fisico di tutto il corpo che serve per allungare i muscoli e tendini.
Ogni chitarrista si sente un po’ stupido quando viene obbligato a fare una vera sessione di stretching prima di suonare, ma se ti fermi un attimo a pensarci è la cosa più normale che ci sia.
Perchè uno sportivo, prima di qualsiasi allenamento o performance da per scontata questa fase preliminare, mentre il chitarrista no? Eppure suonare la chitarra non si fa solo con la mente, si fa soprattutto con muscoli e tendini di braccia, spalle, mani, schiena e addome (principalmente).
Lo sportivo fa una serie di movimenti per fare stretching che mai farà durante la performance e lo reputa assolutamente normale. Il chitarrista invece chiama stretching dei veri e propri esercizi di chitarra e nient’altro.
Tra l’altro se non credi a me (e fai male :-) ) anche un chitarrista di fama mondiale come Steve Vai consiglia di fare questa cosa. E direi che lui di risultati ne ha raggiunti!
Quindi il primo passo è quello di fare del sano e buono stretching prima di suonare e se vuoi puoi anche fare qualche esercizio di respirazione per rilassarti che è un altro aspetto fondamentale, in quanto quando suoniamo riflettiamo tutti i nostri pensieri e tensioni nel nostro modo di suonare… e non hai idea di quanto questo si noti all’esterno!
Se vuoi qualche consiglio sugli esercizi di respirazione per chitarristi ti consiglio di guardare il podcast che abbiamo fatto con Mauro Banfi che trovi a questo link.
Passo 2
Cominciamo con il primo dei due esercizi pratici sulla chitarra da fare per migliorare la fluidità. Ti avverto che saranno esercizi noiosi, ma la cosa interessante è che di solito gli esercizi più noiosi sono anche quelli che portano i migliori risultati.
Nel passo 2 affrontiamo un esercizio di dinamica sfruttando dei pattern molto semplici come per esempio gli esercizi di riscaldamento. È importante che gli esercizi siano semplici perchè ci interessa andare a lavorare sul “come lo fai” e non sul “cosa fai“.
Quindi, prendi degli esercizi super-semplici e alterna di continuo la dinamica in modo estremo, ovvero esegui qualche sequenza con una plettrata molto lieve e poi qualche sequenza di note con una plettrata molto energica.
In questo modo acquisirai una grande padronanza della gestione della forza e della muscolatura che ti permetterà di essere il più efficace possibile quando si tratta di cercare di avere una fluidità maggiore sui movimenti della mano destra.
Maggiore sarà il controllo che avrai sulla mano destra, maggiore sarà la fluidità dei suoi movimenti. Inoltre, riuscirai a suonare senza applicare una forza esagerata sulla corda, cosa che è abbastanza frequente nei principianti che non si rendono conto del fatto che per far suonare bene una nota non serve tutta questa grande energia.
A questo punto però dobbiamo anche lavorare sulla mano sinistra! E quindi…
Passo 3
Per il passo numero 3 continuiamo a prendere come riferimento i nostri esercizi di riscaldamento, li rallentiamo notevolmente con bpm bassissimi a metronomo e li eseguiamo facendo attenzione che i movimenti delle dita devono essere i più fluidi possibile.
Il movimento delle dita della mano sinistra “devono muoversi a tempo“, ovvero devono metterci il giusto tempo per passare dalla nota precedente a quella successiva e non muoversi a scatti all’ultimo. I movimenti devono essere lineari senza brusche accelerate o frenate.
Passa un po’ di tempo ad eseguire questi movimenti al minimo della velocità che riesci a sopportare mentalmente e poi aumenta i bpm del metronomo di 3 o 5. Con molta calma cerca di raggiungere la velocità tua naturale.
Fai sessioni da 15 minuti con costanza tutti i giorni per almeno una settimana ed i risultati non tarderanno ad arrivare.
Passo Bonus
I miglioramenti che hai ottenuto con i passi precedenti non ti bastano perchè hai capito l’importanza dei movimenti fluidi e dell’agilità delle dita e vuoi portare il tuo livello chitarristico al massimo?
Il prossimo step è quello di iscriversi al corso del “Metodo Stunt Fingers“ un metodo che ho ideato personalmente sulla base di anni di test sui miei studenti e che serve a slboccare definitivamente le tue dita e renderle più agili di uno stuntman.
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ciao David, il video e’ stato utile ma il corso metodo stunt fingers e’ rivolto a chi e’ gia’ esperto e quindi ha gia’ fatto il corso in 30 giorni oppure lo possono fare tutti? anche perche’ da come vedo e’ un corso abbastanza corposo sia come lezioni che come prezzo eheheh. E poi ti volevo chiedere se c’era un video con gli esericizi di stretching. ciao grazie
Ciao David! Ho visto il tuo video!!! Non ho mai avuto problemi di rigidità!
Sarebbe meglio aver già fatto il corso base o avere già le basi del suonare la chitarra, perchè se no è un po’ dura.