Effetti Chitarra: oggi vediamo la strumentazione del grande Ritchie Blackmore, ex chitarrista dei Deep Purple e Rainbow.
Ritchie Blackmore, chitarrista di cui abbiamo parlato ieri, è l’ex chitarrista dei Deep Purple e dei Rainbow, due gruppi che hanno fatto lastoria dell’Hard Rock e Heavy Metal. Oggi Ritchie suona musiche medievali con chitarra classica e senza plettro con i Blackmore’s Night, ma ciò che vedremo oggi sarà la strumentazione di Ritchie Blackmore ai tempi Hard Rock, soprattutto con i Deep Purple.
Chitarre – Strumentazione Ritchie Blackmore
La Strumentazione di Rithie è sicuramente una delle più semplici in assoluto, insieme a quella di Angus Young. Infatti, Blackmore non usa effetti per chitarra a parte un Fuzz nei primi 2 album e un Wha-wah nel terzo.
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Ma partiamo dalla chitarra, infatti all’inizio il chitarrista dei Deep Purple usava una Gibson ES335 Cherry Red che viene però sostituita da una Fender Stratocaster con manico Telecaster e poi arriva una chitarra speciale. In quegli anni i Deep Purple facevano da supporto ai “Cream” dove suonava il mitico Eric Clapton. Fu proprio lui che gli regalò una Fender Stratocaster.
Blackmore modifica la Stratocaster e crea la chitarra perfetta per lui. Prima di tutto, non utilizzando mai il pickup centrale, questo viene definitivamente disattivato, poi prendendo ispirazione da alcuni strumenti classici decide di usare un manico con tasti scavati.
La Fender Stratocaster con tasti scavati gli permette di modulare in modo molto più particolare il suono con le dita, creando toni e suoni diversi per ogni nota esercitando una pressione diversa sui tasti. Sulla Fender montava le corde della scala 0.10.
Amplificatori e Distorsione – Strumentazione Ritchie Blackmore
In studio, Ritchie Blackmore ha sempre preferito usare un VOX AC-30, lo stesso che vediamo nella sturmentazione di Eric Clapton (uno dei tanti amplificatori che ha usato). Per i live, quando suonava in concerto, usava un Marshall da 100 watt che però veniva potenziato per arrivare a 200 watt, questo gli permetteva di sfruttare in modo più facile la distorsione naturale.
Infatti, Ritchie Blackmore usava proprio la distorsione naturale dell’amplificatore.
In conclusione, Blackmore è riuscito ad avere, grazie ad una strumentazione molto semplice, comunque un suono unico che è stato ricercato da molti chitarristi dopo di lui senza mai riuscire a replicarlo.
Anche con una distorsione naturale molto “tirata” è riuscito ad avere sempre un suono chiaro, non impastato e equalizzata al punto giusto.
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grande Ritchie, uno dei più grandi mai esistiti. se volete sentire qualcosa di magnifico ascoltate: -Burn -Highway star -Child in time (versione completa, quella da 8 minuti)
Per me Ritckie Blackmore è il “Maestro” in assoluto..è un chitarrista fisico nel senso che i vibrati i bending le legature ecc. come li fa lui sono unici. sicuramente ci sono chitarristi tecnicamente piu’ potenti ma il tocco è la classe di Mr. Ritchie Blackmore e la fantasia lo distingue fra tutti i piu’ grandi “CHITARRISTI “mondiali.
Condivido pienamente i precedenti commenti, Blackmore è “unico”…. ed i suoi assoli “cantano” dietro il suo tocco inimitabile che produce un suono bellissimo….sono stato folgorato ed ancora , dopo tanti anni, non mi sono ripreso .
il chitarrista in assoluto una fantasia inimitabile,dopo vengono gli altri.
un genio.. pensate dai deep purple … ai Rainbow e ora come dice lui la grande sfida musica medievale ragazzi quando si ascolta un Blackmore dovete pensare ma come fa questo ad avere tutte queste cose nella testa ……….. un GENIO !!!!!!!!!!!!
Sono un chitarrista ed appassionato di Blackmore che da anni si dedica alla ricerca di informazioni su questo ineguagliabile chitarrista. Solo oggi mi sono “imbattuto” in questo sito prendendo visione delle informazioni ivi riportate che, purtroppo, risultano inesatte soprattutto per quanto riguardano l’ amplificazione. RB non ha mai usato “Marshall da 100w potenziato a 200”, ma, dopo l’ AC30, ha esclusivamente adoperato la testata Marshall Major da 200W originali alla quale ha apportato alcune modifiche fra cui, quelle più rilevanti, l’ aggiunta di una quarta valvola preamplificatrice e la realizzazione di un primitivo “master volume” collegando in cascata i due canali del Major. E’ inoltre assolutamente errata e da sfatare l’ affermazione che la distorsione udata da RB era quella naturale dell’ amplificatore. Infatti, il Marshall Major- costruito sino al 1974 – aveva un progetto totalmente diverso dai più famosi Super Lead (50 e 100 w) costruiti dalla fabbrica inglese e notoriamente inclini alla distorsione: è infatti un amplificatore dotato di trasformatore ultralineare che conferisce all’ ampli una grande potenza – anche grazie alle mastodontiche valvole KT-88 – ed un suono assolutamente PULITO, che lo fa avvicinare ad un Hi- Fi. Ottenere distorsione”naturale” da questi apparecchi è quindi impossibile per motivi strettamente progettuali. Blackmore li utilizzava solo per la grande potenza che gli consentiva di “riamplificare” fedelmente il suo suono precostituito a monte e per l’ estetica accattivante. C’ è chi afferma che questi potentissimi ampli venissero usati solo per riamplificare il segnale del vecchio AC30- il preferito da RB – nascosto dietro le casse ! Da quanto afferma John “Dawk” Stillwell, tecnico di RB all’ epoca “Rainbow” la distorsione era ottenuta, prima mediante l’ utilizzo di un treble booster posto tra chitarra e amplificatore e, successivamente, dal 1974 in poi, da un regisratore a bobine (tape deck) AIWA TP 1011 che veniva usato come preamplificatore, oltre che come effetto delay.
IMPORTANTISSIMO!!!!!! per il sound di Ritchie Blackmore è imprescindibile chiudere (mettere a 0) il tono del pick-up al ponte. Espediente usato anche da Clapton nei Cream per ottenere un suono più psichedelico
@ quello di sopra: Blackmore usava stratocaster che all’epoca non lo avevano proprio il tono al ponte, ma solo per pickup a manico e centrale, la fender introdurrà il tono al ponte solo molto tempo dopo, quindi semmai era il contrario, il tono non c’era, cioè come se fosse completamente aperto, anzi ancora più squillante, il pickup suonava libero, selvaggio e sferragliante proprio perché non c’erano toni a interferire e ad ammorbidire. Questo perché nel progetto inziale di Leo Fendere il pickup a ponte doveva avere la funzione di treble booster. Clapton nei cream chiudeva i toni perché nel periodo cream usava Gibson e sulle Gibson c’erano due pickup humbucker entrambi col tono.
Un suono di chitarra straordinario con un tocco mai eguagliato