Se non vi è ancora capitato molto bene, ma state certi che purtroppo prima poi arriverà, perché prima o poi succede a tutti, per quanto grande possa essere la passione che ci anima nei confronti di questo strumento: è il momento di crisi, quello in cui ci viene da mandare tutto all’aria, quando non troviamo più un senso all’impegno che profondiamo giorno dopo giorno per imparare a suonare la nostra chitarra, quando decidiamo che è giunto il momento di smetterla.
Come affrontarlo?
Prima di tutto, dobbiamo capire che non siamo gli unici ad aver sperimentato un simile senso di frustrazione: succede a tutti, e non solo nello studio della chitarra, che il sentimento fortissimo che ci aveva pervaso fino a poco fa inizi ad affievolirsi, come una fiamma che piano piano si spegne.
Beh, mai sentito parlare della crisi del Settimo Anno nella vita coniugale? Il problema non è l’arrivo della crisi in se stessa, che anzi può alla fin fine rivelarsi una condizione produttiva, permettendoci, se correttamente affrontata, di rafforzare la nostra passione, facendoci certi del valore di quello che stiamo facendo. Il problema nasce quando, di fronte a questa crisi, lascio che il fuoco si consumi, me ne sto con le mani in mano mentre la fiammella diventa via via più flebile, fino ad esaurirsi del tutto.
No! Appena la crisi inizia a manifestarsi, urge intervenire!
Se tengo davvero alla musica ed alla mia chitarra devo darmi da fare per impedire che la passione si esaurisca: non diamo la colpa alle condizioni della vita, agli impegni lavorativi o famigliari; è vero che questi possono intervenire ad accentuare la crisi, ma la responsabilità del mio rapporto, unico ed esclusivo, con il mio strumento, è soltanto mia. Sono io che devo impegnarmi per mantenere vivo l’amore!
Ed ecco come….
Investiamo tutto noi stessi nella nostra passione!
Anche se ci costa sacrifici, anche se in questo momento non ci dà alcun piacere, non molliamo: dobbiamo ogni giorno trovare del tempo da dedicare alla nostra chitarra, delle nuove energie con cui impegnarci nello studio. Facciamolo come un vero esercizio, un allenamento faticoso, di cui ora non riusciamo a scorgere i risultati, un investimento (se così vogliamo dire) a lungo termine:
– Intensifichiamo le lezioni di chitarra e proseguiamo con impegno gli esercizi quotidiani: bastano pochi minuti, ma con costanza! (qualche consiglio? Guitar Freestlye, Velocità Intensive Training, Chitarrista da 0 a 100, Strumming Academy)
– Andiamo a vedere tutti i concerti che si svolgono nella nostra zona, ammirando gli artisti che si stanno esibendo per la loro bravura, che al momento ci sembra ineguagliabile…
– Leggiamo libri sulla musica, i migliori chitarristi del presente e del passato, la storia della chitarra, etc.
– Partecipiamo in maniera attiva ai forum e blog, in cui si confrontano principianti, giovani talenti, maestri affermati e semplici appassionati della chitarra
– Andiamo in un negozio di strumenti musicali e proviamo le migliori chitarre, quelle che costano un occhio della testa e non compreremo mai (lo vedremo….!!)
– Se suoniamo in un gruppo, promuoviamo la nostra attività nei locali, accettando di esibirci dal vivo anche in quelli poco frequentati e organizzando quanti più concerti a breve termine possibile; se invece siamo ancora alle prime armi, promettiamo ad un amico fidato o ai nostri genitori o ancora al nostro partner di esibirci per lui settimanalmente
Può sembrare privo di senso fissare delle esibizioni quando l’istinto ci porterebbe a smettere, nascondendo il nostro strumento dentro un vecchio armadio: ma fissarsi degli obiettivi “raggiungibili” ci darà una straordinaria forza di automotivazione, stimolandoci nell’impegno per far bella figura. Per contro, se il nostro obiettivo unico fosse di diventare musicisti famosi, non riuscendo a raggiungerlo in poco tempo finiremmo con il restare delusi del lavoro finora svolto, senza riconoscere i tanti progressi compiuti.
Teniamo sempre d’occhio la fiamma che ci anima nell’impegno quotidiano al nostro strumento e al primo segnale di languore, impegniamoci a ravvivarla: come nelle più belle storie d’amore, anche la nostra passione per la chitarra, se sapremo darle costantemente nuovo alimento, non conoscerà mai fine, ma potrà durare in eterno, continuando a rinnovarsi e assicurandoci sempre nuove, entusiasmanti emozioni.
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Ciao David, nulla che posso aggiungere a quello che hai detto è proprio così.
Io sto vivendo una fase in cui mi sembra di studiare per niente, ovvero non mi sento gratificato dai miei sforzi.
Ma, amando lo strumento ho deciso di cambiare le corde pulire la tastiera ecc. nuova vita a Lui e quindi a me.
Capita spesso quando vado per negozi di strumenti di ascoltare alcune performance e di pensare che non arriverò mai a quei livelli, però non mi arrendo continuo a studiare , con gli anni si vedranno i risultati ,del resto è impensabile suonare bene uno strumento in poco tempo.
Gabriele.
Ciao,
Io sono stato almeno un paio di anni fermo, la crisi è arrivata quando ho dovuto vendere la Gibson SG acquistata con tanti sacrifici, e visto che anche i risultati tardavano ad arrivare sono finito con il vendere anche l’acustica e appendere classica, metronomo etc. Al chiodo.
Ma per fortuna da poco ho ricevuto in regalo una vecchia westone (matsumoku) Thunder II-A e ho anche scoperto che in poco tempo mi sono tornati alla mente insegnamenti ed esercizi, e mi sono rimesso sotto!
La passione non era spenta, l’avevo solo nascosta sotto il tappeto.