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Quando un Assolo di Chitarra Combacia Perfettamente con l’Accompagnamento

Assolo di Chitarra Riccardo BertuzziIeri sera, come quasi ogni Giovedì, sono andato ad una serata Jazz organizzata dalla scuola di musica Gershwin di Padova. Devo dire che il livello dei musicisti è sempre molto alto, con professionisti che vengono anche dall’estero, dall’America o dall’Europa.

I musicisti di ieri erano tutti italiani ed hanno suonato in modo favoloso. Il gruppo è Mauro Beggio “Lifetime”. La formazione era questa:

Mauro Beggio (batteria)Riccardo Bertuzzi (chitarra)
Giuliano Pastore (tastiere)
Federico Malaman (basso elettrico)

Una qualità, una professionalità ed una passione che si riescono a vedere poco in giro, per questo non ho perso occasione di filmare qualche pezzo per fartelo ascoltare.

L’Assolo

Prima di tutto vorrei che vedessi questo video per intero per fare qualche considerazione.

Credo che anche tu abbia apprezzato molto la bravura, l’espressione e l’arte di questo chitarrista, pur ascoltando la sua esecuzione da un video che ho fatto semplicemente con un cellulare, che vuol dire… un’acustica pessima! Però si riesce a percepire ugualmente il talento di questi musicisti.

Ci sono mille considerazioni che vorrei fare su questo assolo, ma mi soffermerò su un punto principale: hai sentito quanto bene, la parte di chitarra valorizza la canzone?

Una cosa favolosa di questo pezzo è il crescendo. Ovviamente, qui non si tratta solo della chitarra. Con l’aiuto di tutti i musicisti, l’esecuzione del brano è stata molto emozionante grazie a come sono riusciti tutti insieme, in perfetta sintonia, a far esplodere il brano. Partendo da un assolo di chitarra senza accompagnamento che è fondamentale per la riuscita del brano.

Molto bene l’utilizzo della dinamica durante la prima fase di sola chitarra (anche se si intuisce poco dalla registrazione).

Mi piace molto quell’inizio molto soft perchè è l’ennesima prova che non serve strafare per emozionare con la musica, quella parte è stata infatti molto apprezzata dal pubblico che ha applaudito in modo intenso all’inizio della parte dell’accompagnamento.

Ma un’altra cosa molto interessante è il modo in cui l’assolo sembra essere fatto ad incastro per il resto dell’accompagnamento. Molte volte sento assoli che escono dalla linea generale della canzone o del brano, perchè il chitarrista esegue dei virtusismi che in quel momento non andrebbero fatti o semplicemente per motivi di tecnica, conoscenza della teoria, ecc… Questo assolo invece devo dire che combacia perfettamente con tutto. E’ soft quando i toni sono bassi, è energico al punto giusto, senza esagerare, nei momenti più aggressivi… Molto interessante.

Fammi sapere poi se la pensi come me.

La Band

Per farti capire il livello dei musicisti ho voluto riprendere anche un pezzo che impegna anche tutti gli altri strumentisti…

E’ logico che qui stiamo parlando di professionisti, ma se hai un gruppo, quello che si può imparare da questi musicisti è la capacità di mettersi in secondo piano quando in un brano il “protagonista” deve essere un altro strumento.

Di solito questo è il problema principale dei giovani gruppi emergenti. Tutti vogliono farsi sentire, in tutte le canzoni, in tutti i momenti. Questo è ovviamente sbagliato e ne va di tutta la performance del gruppo.

Fammi sapere cosa ne pensi!


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13 commenti

  1. scintilla

    nemmeno se rinasco un altra volta suono la chitarra così bene !!

  2. Nicola

    Che dire,stavo studiando il tuo Leap in the Dark ma dopo aver visto suonare così la chitarra,mi e’passata la voglia di tenerla in mano…passera’.Ciao

  3. Riccardo

    Beh è spettacolare! da mozzare il il fiato sto gruppo!

  4. enzo

    veramente bravo. sorprende per la delicatezza del comping in gruppo ed il rispettoso attacco del solo…tipico del sensing jazzistico: tensione, apice, rilascio. tipico sentimento USA. egregio anche il resto del gruppo

  5. Gianfranco

    Sono perfettamente d’accordo con l’affermazione che si possa fare buona musica anche senza esibire virtuosismi o tecnicismi fuori luogo non armonizzati con il resto del gruppo. La fortuna di gruppi come i Pink Floyd è dovuto all’armonia dell’insieme più che al virtuosismo dei singoli. Ho imparato suonando l’armonica – ma questo vale per ogni strumento – che essa deve saper dialogare con la chitarra e non sovrapporsi ad essa o esibirsi come un gallo fuori dal pollaio. Non sono caduti in questo errore gli ottimi musicisti jazzisti come i Mauro Baggio “Lifetime”, pur dovendo ammettere che nel mondo del jazz fenomeni di questo tipo non sono rari. Forse è venuto il momento di consigliare ai rocker di smaniare di meno sul palco e di studiare di più offrendo al pubblico pezzi non troppo scontati e scaleggiate sulle corde senza emozioni o perizia musicale. Buon ascolto a tutti.

  6. vincent

    Niente di eccezionale quelle cose li le ho studiate e le facevo a 18 anni con l’acustica ma non è il mio genere anche se lo so fare non lo propongo perché non mi piace.

  7. Silvanorss

    Ottima “Fusione”

  8. Giovanni Molignoni

    Molto bello ed eccezionale..
    complimenti…
    Si gusta veramente volentieri.
    Grazie. -Giovanni-

  9. Gianluigi Nardo

    Impressionante. In questi video primeggiano il batterista (che ha dato il nome al gruppo) e sopratutto il chitarrista (straordinario per la rapidità di esecuzione).
    Del chitarrista ho apprezzato maggiormente il secondo assolo, che ho trovato
    più creativo.

  10. gabriele

    Molto abili tutti quanti i musicisti, ma una standing ovation va al chitarrista che secondo me è un mostro. Ha una padronanza eccelente del fraseggio jazz-fusion e talvolta va oltre ricordandomi anche fraseggi alla eric johnson, allan hollsworth e chi più ne ha più ne metta. Mi sembra molto rock il modo in cui suona, perchè c’è molta grinta e carica nel modo di improvvisare. Non c’è una dico una nota fuori posto, suona patterns melodici mai banali ma sempre molto originali. Gli incastri sono perfetti e il suo improvvisare così bene mi fa venire la voglia di non studiare solo rock-blues e hard rock, ma di immergermi anche nello studio del linguaggio jazzistico e fusion, penso che non bisogna abbattersi quando si vede un musicista che suona molto meglio di noi, come mi è parso di capire dai commenti precedenti, ma bisogna credere molto in se stessi e nelle proprie qualità e studiare come si deve soprattutto tutto ciò che riguarda le modalità di improvvisare con scale e arpeggi in relazione ai vari contesti armonci, insomma bisogna suonare sugli accordi correttamente e con gusto. Secondo me serve poco e niente perdere tempo a imparare a leggere sullo spartito le linee melodiche, basta sapere leggere le tablature dove l’unica cosa è leggere bene il ritmo e basta. Quello che serve per diventare un ottimo chitarrista e secondo me è solo conoscere molto bene l’armonia e cercare di comprendere a pieno tutte le regole che disciplinano le relazioni funzionali tra scale e accordi, sapendo come e quando usare determinati arpeggi piuttosto che altri

  11. Eugenio (Rudolf)

    Non c’è molto da dire: sono bravi, molto bravi. L’assolo è un ricamo sulla base di accompagnamento, la quale a sua volta supporta il solo di chitarra, un ottima fusione altrimenti non sarebbe nata questa musica così trascinante. E’ vero gli altri si mettono da parte.. ma un orecchio attento riesce a distinguere gli arrangiamenti, la loro importanza e la bravura del gruppo nell’insieme. Grazie Davide come sempre ci regali qualcosa di speciale..Ciao

  12. Giorgio

    Sono dei mostri di bravura. Il genere di musica non e’ pero’ di mio gradimento.

  13. lorenzo

    bè butei secondo me il chitarrista, per quanto bravo, non è che sia la primadonna per eccellenza…se vogliamo parlare di fraseggio jazz fusion e conoscenza dell’armonia, stornello mi sa che dà lezioni a chiunque. credo sia interessante notare piuttosto ciò che ha puntualizzato David e che a mio avviso è più che giusto!

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