Lezioni di Chitarra: anche se è noioso farlo prima di suonare ogni volta, lo stretching è obbligatorio, non ci sono scuse, ecco spiegato perchè è così importante.
Per l’ennesima volta mi ha contattato un chitarrista che segue il blog raccontandomi come ha dovuto smettere di suonare la chitarra. Sono tanti i chitarristi che devono smettere di suonare e non solo, devono smettere di fare molto altro con la mano sinistra per dei problemi ai muscoli o tendini.
Era da tempo che volevo scrivere un articolo su questo argomento e grazie a questa ultima persona che mi ha contattato ho deciso definitivamente di farlo. Ne voglio parlare perchè spero che parlarne possa aiutare a prevenire il problema a molti di quelli che leggeranno questo articolo.
Mi hanno scritto chitarristi che dopo anni di chitarra, di concerti e di lezioni hanno dovuto mollare una carriera da chitarrista professionista sul nascere proprio per problemi di questo tipo. Tendini, muscoli… Il problema più grande è che non sempre si riesce a recuperare, quindi si tratta di uno stop definitivo, uno stop che non ti consente più di suonare il tuo strumento preferito, non ti consente più di dare voce alla tua passione interiore, perchè l’artista è dentro di noi, ma noi chitarristi lo facciamo emergere attraverso il suono della nostra chitarra e questo si può fare solo se hai delle mani funzionanti.
Inoltre devi tenere presente che non si tratta solo di smettere di suonare. Con le mani si fanno milioni di azioni e di queste, molte non riuscirai più a farle. Si tratta di qualcosa di molto serio, un cambio di abitudini di vita, un cambio di mentalità.
La Soluzione
Non sono certo io che devo dirti come si fa ad evitare questo tipo di problemi. Sicuramente sai già che bisognerebbe sempre fare almeno 5 minuti di stretching prima di cominciare a suonare veramente la chitarra, qualunque cosa tu debba fare che siano concerti, esercizi, lezioni di chitarra, ecc…
Quindi dal momento in cui prendi in mano la chitarra ti prego di fare almeno 5 minuti di esercizi di stretching. Se sei alle prime armi e non conosci neanche un esercizio di stretching ti consiglio di cliccare qui per ricevere le lezioni di chitarra per imparare da zero, dove puoi trovare anche diversi esercizi di stretching.
Lo so che può sembrare noioso e inutile, ma non è così. Ovviamente è molto utile perchè realmente ti permette di prevenire in buona parte l’infiammazione dei tendini e muscoli. Poi ti assicuro che può diventare anche una routine piacevole. Io ad esempio lo faccio sempre ed il momento dello stretching è un pò come un saluto alla chitarra, un modo per entrare in sintonia prima di cominciare a fare qualcosa di più serio. Poi è un momento rilassante.
Un’altra cosa che va a favore dello stretching è che essendo comunque un esercizio, migliora la tua tecnica. Oltre a questo, lo stretching ti prepara meglio a quello che farai dopo negli esercizi più seri. Oppure ti farà suonare meglio ad un concerto. Ci sono molti aspetti positivi dello stretching.
Se ti abitui a farlo, poi lo farai senza neanche accorgertene o senza annoiarti. Tieni presente che tutti i chitarristi professionisti lo fanno prima di suonare. Anche i più famosi. Dopotutto si tratta della propria salute!
Spero che questo articolo possa esserti utile per ricordarti di fare gli esercizi di stertching prima di suonare la chitarra o che possa essere servito a farti venire la voglia di farli.
Se hai qualche altro consiglio che può essere utile a prevenire gravi danni alle mani o avanbracci puoi lasciare un commento così sarai di aiuto agli altri chitarristi che leggeranno questo articolo. Scrvimi anche se sei d’accordo con quello che ho scritto se vuoi o se hai un parere diverso.
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Si, si, si e ancora si! E’ assolutamente importante scaldare i muscoli e fare stretching perché posture errate, chitarre “dure” e…l’età portano a fastidiosissime tendiniti.
Grazie per l’articolo, che consiglio a tutti i chitarristi dai principianti ai più avanzati, e per il link che appena possibile andrò a guardare!
M
Sono un tecnico di Atletica Leggera e da anni suono la Chitarra Classica ed Acustica ed ultimamente mi sto dedicando anche al Sax, ritengo chegli esercizi di stretching siano fondamentali sia per il mantenimento della longevità dei nostri arti sia per la buona riuscita della prestazione, in questo caso sonora, il mio consiglio però è di non farlo a freddo, riscaldiamo prima le nostre mani con un pò di scale fatte lentamente e poi facciamo lo stretching, avrete dei risultati migliori. Buon Suono, Claudio
Ciao David, vorrei aggiungere la mia esperienza a questo interessantissimo articolo: sto uscendo ora da una serie di tendiniti al polso/braccio sinistro delle quali ho sofferto nell’ultimo anno. Per me suonare la chitarra è più di una passione, per questo il non poterlo fare mi fa soffrire molto, mi sono quindi documentato parecchio, e le ho provate tutte.
Ecco quello che ho scoperto a proposito del MIO problema:
Lo stretching purtroppo non mi ha aiutato per nulla, anzi per un certo periodo ha peggiorato la mia infiammazione, ma questo perchè il mio arto era già molto infiammato (quindi niente da dire sul suo valore preventivo).
Bisogna anche dire che lo stop totale dall’uso dello strumento, consigliato da molti medici o presunti esperti finisce si per velocizzare i tempi di disinfiammazione dell’arto, ma lo disabitua all’attività, per cui come riprendi a suonare o ricominci con una normale attività d’uso dell’articolazione, è molto più facile la ricaduta.
Nel mio caso specifico il mio problema non era posturale ma di eccessiva “aggressività” e “forza” nel suonare lo strumento.
Dopo quasi un anno sto uscendo solo ora da un periodo di dolori continui in cui ho preso farmaci, fatto cure alimentari, applicato e assunto antidolorifici, fatto massaggi, portato il tutore (per settimane).
Nulla di tutto questo è stato risolutivo.
Imparare ad “accarezzare” lo strumento invece di litigarci, suonare rilassato invece di farci la lotta non solo mi ha permesso di uscire da questo fastidiosissimo inconveniente, ma mi ha aiutato molto anche tecnicamente riguardo a capacità espressiva e riguardo alla pulizia globale del mio modo di suonare.
Un’altra che ho imparato essere fondamentale (ancora più dello stretching nel mio caso), è di fare un periodo di “riscaldamento” appena preso lo strumento della durata di 10-15 min in cui fare a velocità tartarughesche scale cromatiche e arpeggi, andando via via velocizzando. Da quando ho cominciato a fare così il mio braccio ha cominciato a guarire!
Ovviamente suonando sempre con scioltezza e cercando di essere il più leggero possibile, non appena mi accorgo (il lupo perde il pelo…) che comincio a “premere” troppo, mi fermo, riposo e poi riprendo.
Spero che la mia esperienza possa essere d’aiuto anche a qualcun’altro che ha dovuto o sta affrontando lo stesso, fastidiosissimo, problema.
Verissimo..io ho smesso di suonare proprio per problema ai tendini :((
Sono d’accordo. Gli esercizi di riscaldamento sono importantissimi, sia per prevenire danni ai tendini e alla mano in generale, sia per migliorare. Io personalmente li eseguo ogni giorno sui 30 minuti a volta. E posso dire che i risultati sono veramente incredibili! Giorno dopo giorno ti senti un altro chitarrista. Fanno veramente la differenza! Un saluto David!
Concordo pienamente. Come nello sport anche nel suonare uno strumento che è comunque una attività fisica (in certi casi anche impegnativa) valgono le raccomandazioni per salvaguardare il nostro corpo. Anche un acciacco leggero (come il famigerato “dito a scatto” del quale anche io ho sofferto…) può compromettere nei casi migliori una singola performance o nei casi peggiori una intera carriera. Come nello sport valgono alcuni accorgimenti tra i quali quello che se proprio non si vuole fare esercizi di stretching specifici si presti perlomeno attenzione nei primi minuti in cui si suona a fare movimenti leggeri che permettano agli arti di scaldarsi lentamente (il famoso “riscaldamento”) e lasciare le cose più impegnative a dopo.
GRANDE QUEST’ ARTICOLO è ORO SPERO CHE MOLTI LO LEGERANNO, HAI FATTO BENE. “Lo Stretching ” SERVE PRIMA DI SUONARE , MA ANCHE IL RISCALDAMENTO , QUES’T ULTIMO PERò VA FATTO IN BASE AL TIPO DI ESERCIZIO CHE BISOGNA FARE, SECONDO ME.
Caro David,
hai aperto un argomento davvero doloroso e scottante per noi chitarristi e per i musicisti in genere.
Anche io ho avuto personalmente dei problemi alla mano sinistra a livello del mignolo con formazioni di noduli nelle pulegge del tendine e conseguente dito a scatto con sensazione di fastidio e dolore durante le esecuzioni musicali.
Questo dovuto anche alla mia conformazione della mano, non molto grande e alla notevole mole di esercizi di allargamento che ho fatto negli anni.
Devo dire che fortunatamente ho preso la cosa in tempo e sono riuscito a ridurre e contenere il problema e al giorno d’oggi continuo a suonare tranquillamente.
Mi sento comunque di dare alcuni consigli ai colleghi chitarristi su queste patologie che sono molto comuni e tutto sommato sottovalutate nella loro sintomatologia iniziale.
Innanzitutto bisogna tenere presente che le cartilagini delle nostre mani sono soggette ad usura, specialmente con il notevole lavoro e sollecitazione che svolgono quando si suona con lo strumento per parecchie ore di file, inoltre bisogna ricordare che il tempo di ricostruzione della cartilagine e delle guaine tendinee usurate è direttamente proporzionale all’età fisica.
Se ciò non avviene in tempo possono sorgere varie complicanze come tendiniti forme artritiche noduli ai tendini ecc. fino a sfociare talvolta in artrosi.
Sesso comunque è la predisposizione fisica della persona a portare a questo tipo di patologie.
Da parte mia consiglio vivamente di ricorrere tempestivamente ad un medico specialista ai primi sintomi di fastidio e dolore alle articolazioni alle mani.
Per chi soffre veramente in modo grave di questi problemi si ricordi che a Savona esiste il Centro di Microchirurgia della Mano che è altamente specializzato per interventi sulle mani dei musicisti (vengono anche pazienti dall’estero).
Personalmente ho risolto il problema ( su consiglio specialistico ) eseguendo dei cicli di trattamento con ultrasuoni ( ho dovuto acquistarmi la macchinetta) e assumendo per lunghi periodi degli integratori a base di glucosammina.
Spero con questa mia breve descrizione di essere stato utile a qualcuno.
Marco
Personalmente, da un po’ di anni seguo due semplicissimi ed interessanti consigli dati da Paul Gilbert: bottiglietta da mezzo litro di acqua calda a portata di palco, così da poter riscaldare sempre i tendini internamente, cioè dal palmo, e non forzare mai a fare sweep o scale complicate per almeno i primi DIECI MINUTI! Io faccio stretching per circa 20 minuti: mai bloccato un niente di niente…buona suonata!
Veramente significativo parlare di questo argomento che serve molto,ma anche tutto il resto,compresa la spina dorsale in quanto restando in piedi per più’ di 3 ore come succede a me e suonare con una Les Paul, molto più’ pesante rispetto ad altre,poi per qualche giorno si hanno dolori alla spalla sinistra e alla schiena, oltre allo Stretching e’ importante secondo me fare anche dei movimenti di flessione o rotazione delle braccia e del bacino,gioverà’ molto alla Performance anche fisica nel Concerto.
Certamente, lo stretching va fatto sempre! Io mi sono informato presso vari chitarristi professionisti, e lo fanno veramente tutti.
Personalmente ho preso un po’ dai consigli di ciascuno per realizzare il mio percorso “della salute” prima di ogni sessione musicale.
Sono riuscito anche ad inserire qualche elemento per allenare l’orecchio e la conoscenza delle posizioni delle note sulla tastiera mentre faccio stretching, in modo da sfruttare al massimo il tempo che dedico al riscaldamento.
Per il mio percorso completo servono 20 minuti, divisi in 4 sessioni di esercizi diversi da 5 minuti. Poi faccio una pausa di 5 minuti per sciogliere e poi inizio a suonare “sul serio”. Mai avuti problemi di tendiniti o analoghi.
Se vi dicessi che riesco a farli proprio SEMPRE sarei un bugiardo, non sempre ho a disposizione 20 minuti. Il bello del metodo però è che trattandosi di 4 esercizi da 5 minuti, posso farne anche solo un paio anzichè tutti e 4.
Quello che vi posso garantire è che dopo una buona sessione di stretching, si suona decisamente molto meglio, più rilassati e con maggiore facilità.
Sono molto d’accordo con quanto scrivi. Anche se sono alle prime armi mi accorgo che con qualche esercizio di stretching suono meglio, la mano è piu rilassata
Si, decisamente è tremendamente importante eseguire gli esercizi di riscaldamento prima di suonare ma anche stretching… alla fine può sembrare palloso ma cavolo perchè dover rinunciare al sogno di una vita per poco più di 10 minuti di “noia”? Poi volevo aggiungere una cosa importante… ma forse anche scontata, quando si suona se si sente dolore o fatica nell’eseguire determinati movimenti è meglio fermarsi SUBITO niente frasi tipo “va bè l’ultima canzone” o cose così… perchè potrebbe realmente essere l’ultima! eheheh… detto ciò spero veramente che NON capiti a nessuno di voi, anche se comunque non sempre è uno stop permanente… ci sono alcune persone che sono riuscite a riprendersi anche a questi problemi, ma ovviamente dipende dal problema….
Verissimo. Come si suol dire: prevenire è meglio che curare. Il riscaldamento e lo stretching sono importantissimi.
Suonare uno strumento richiede molta disciplina, lavoro su se stessi e metodo, specialmente se lo si fa a livello professionale o semiprofessionale. D’accordissimo con il riscaldamento e lo stretching che vanno assolutamente effettuati soprattutto prima di esecuzioni virtuosistiche. La cosa che dal mio punto di vista è importante dire però è che senza l’approcio giusto sullo strumento, (ovvero postura corretta, dosaggio della forza, e movimenti basati sull’articolazione delle dita) si può fare tutto il riscaldamento e lo stratching di questo mondo, ma il rischio di tendinite rimarrà latente. Perciò a mio avviso, per evitare questi rischi bisogna cercare di instaurare un rapporto piu naturale col proprio strumento e poi ben vengano esercizi vari di riscaldamento e stratching. Trovo molto significativo l’intervento a riguardo di Gianca.
Ciao David,
Questo argomento è veramente importarte, francamente non pensavo neanche minimamente a quanto fosse importante fare stretching prima di suonare, per cui non so neanche che tipo di esercizi fare.
Da dove comincio!?
Ciao Giacomo, ne puoi vedere qualcuno nel canale di YouTube qui: http://www.youtube.com/user/SuonareChitarra
Però sono senza spiegazione. Per vedere anche le lezioni dovresti andare al link che ho messo all’interno dell’articolo per le lezioni di chitarra.
si sono d’accordo con te xke anche se nn sono bravissimo con la chitarra è la cosa che più mi fa stare bene è suonarla e nn potrei mai abbandonare la mia chitarra xciò consiglio vivamente a coloro che amano se stessi e la loro chitarra di fare lo“ Stretching ” prima di suonare ciao Devid grazie per le tue dritte
Grazie David do’ un’occhiata!!
Io faccio come sport basket e vi posso assicurate che se non si fa stretching è ci si puó fare molto male perquesto ho cominciato a fare stretching anche prima di suonare la chitarra. Lo so lo strenching sembra inutile ma non lo é velo posso assicurare
Ciao. devo inevitabilmente confermare la necessità e la bontà dello stretching. soffro da tempo della sindrome del tunnel carpalae. polso destro già operato sinistro in attesa di intervento. senza gli esercizi di riscaldamento non riuscire a suonare nemmeno per cinque minuti. quindi… ottimo consiglio da seguire alla lettera!