Suonare Chitarra: oggi vediamo come è possibile in pochi semplici passi creare il proprio personale suono e migliorarlo col tempo.
Oggi ti parlo di Personalità e più in particolare non di quella che ognuno di noi esprime quando si rapporta con gli altri, ma della personalità nel suonare la chitarra! La tua personalità espressa con il suono della chitarra.
Sono sicuro che riconosci subito il tuo Guitar-Hero preferito anche se sta suonando, nello stereo della macchina ferma al semaforo con i finestrini abbassati, una cover magari sconosciuta! Questo perché al di la’ del gusto e delle note che si suonano ognuno di noi ha delle peculiarità, ha un modo tutto suo di fare vibrati, di modulare le note e infine ha un suono nelle mani che è del tutto personale.
Quando anni fa decisi di dedicarmi con grande intensità allo studio dello strumento a sei corde passavo diverse ore per giorno ricurvo sullo strumento cercando di sviluppare una tecnica più competitiva possibile eseguendo esercizi a metronomo, talvolta Lick per chitarra, che una volta resi belli da sentir suonare avrei potuto sfoderare in quel momento in cui ogni chitarrista può giudicarsi e raffrontarsi come in una fotografia: l’improvvisazione!
Le ore di chitarra Ampli e metronomo.. e tendinite! Aumentarono cosi’ vertiginosamente dopo anche un solo anno avevo raggiunto una tecnica discreta. Mi sentivo sicuro e mi nascondevo dietro di quella. Ben presto però uscito dal mio orto mi accorsi a seguito di qualche registrazione che in realtà tutto quello che facevo ero privo di personalità.
Magari le sestine della pentatonica “buttate sulla base” a 120bpm di metronomo stavano anche bene se condite con un po’ di tapping aggiustato dall’abuso del Wah Morley o Crybaby. Ma non dicevano niente. Non aprivano e non chiudevano nessun discorso.
Aiutato così dal un maestro cominciai a fare quello che dovevo cominciare a fare anche prima… il musicista. Premesso che per primo penso che senza la tecnica un chitarrista non va da nessuna parte e che la tecnica deve essere studiata sempre, ho sperimentato sulla mia pelle che se non ci si ascolta e non ci si impegna nel tentativo di esprimersi diventiamo solo degli alienati agonisti della chitarra che si allenano con un metronomo.
Come Fare?
La via per sviluppare un proprio suono e una propria fantasia è Suonare la Chitarra (sì, proprio come suggerisce il nome di questo sito).
Dopo avere scoperto l’acqua calda ti do senza alcuna pretesa qualche consiglio:
Punto 1: chiuditi dopo il lavoro, dopo la scuola o la tua attività giornaliera nella tua cameretta, attacca il jack all’ampli, scegli una decina di basi musicali di cui conosci prima gli accordi e suonaci sopra una bella ora.
Cerca di suonare la chitarra traendo ispirazione dalle atmosfere della canzone e dai suoi ambienti emotivi. Non preoccuparti di quello che fai e come, ma di quello che esce dal tuo amplificatore.
Importante: cerca di suonare quello che tu vuoi che suoni, non quello che credi avrebbe suonato Steve Vai o Mark Knopfler o il vostro Guitar Hero preferito sopra quella base altrimenti non ti serve a niente. L’importante è esprimere il proprio stato d’animo senza l’ansia di diteggiature, Lick o limiti tecnici. Devi suonare la tua chitarra al livello in cui sei e con i mezzi che possiedi. E’ questo che conta e che ti rende artista.
Se dopo un concerto rimani estasiato è perché qualcuno ti ha trasmesso emozioni.
Punto 2: RIASCOLTATI. Hai capito bene! Registra le tue improvvisazioni e riascoltale. Vedrai che, se no lo hai mai fatto, le prime volte sarà un po’ penoso ma questo è l’unico metro che hai per autogiudicarti e soprattutto farti giudicare. Ricordati che Improvvisazione = Errore e che non c’è niente di male se qualche misura della base suonerà male.
Non sei live, nessuno ti sta ascoltando, rimarrà tutto nell’omertà delle mura della tua saletta/camera/studio. Fai ascoltare a qualche amico i tuoi lavori, questo è importantissimo e troppo sottovalutato. Non prendere le impressioni degli amici come “vere”, prendile inmodo distaccato e con calma pensa a ciò che ti hanno detto e prova a vedere se le critiche o i complimenti possono esserti d’aiuto.
Se puoi fai sentire qualcosa anche ad un insegnante, un maestro che credi possa darti qualche dritta e correggere magari qualche lacuna tecnica. Ad esempio può essere che qualche armonico suona involontariamente per una postura delle dita non sempre sicura, ecc… Ascolta il tuo suono e cerca la prossima volta di indirizzare il tuo istinto a renderlo ancora più incisivo e gradevole possibile come tu lo vuoi.
Presta attenzione ai volumi, alla dinamica che hai usato: magari alcune frasi avrebbero suonato meglio se sussurrate sfiorando le corde, altre avrebbero suonato meglio se con volumi più esplosivi… riflettici!
Punto 3: Cerca nuove strade. Se dopo un po’ di mesi usi sempre le solite tecniche e la solita scala, sperimentane altre di nuove, l’importante è che siano poche alla volta per prenderne buona confidenza e farle bene.
Punto 4: Semplicemente Divertiti! Devi arrivare a un punto in cui l’improvvisazione sia una maniera per sperimentare anche cose che credi pazze, estreme, magari buffe. Non a caso è proprio quando i grandi chitarristi improvvisano che ci stupiscono di più.
Punto 5: Ascolta chitarristi che improvvisano… Santana ti dice qualcosa?
Hai capito allora? Mente libera e cerca di goderti di più questo momento di assoluta intimità. Cerca di cavar fuori quello che senti dentro. Fai venire giù il soffitto possibilmente! :-)
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trovo veramente interessanti i tuoi suggerimenti grazie continua cosi’
Grazie Marco!
Quanto sono vere le cose che scrivi! C’è sempre da imparare. Grazie per ciò che metti a disposizione nel tuo sito, lo trovo veramente interessante e utile sia per i novizi che si avvicinano timidamente alla chitarra che chi, come me, suona da tanti anni ed è sempre costantemente in cerca di informazioni utili e di facile comprensione per migliorare e innovare lo stile musicale.
Ti ringrazio di cuore Chabum
il tuo articolo è saggia verità, da uno strumento non si finisce mai di imparare, non basterebbero neanche due vite….ma si impara molto di più divertendosi! veramente dei bei suggerimenti.
metà delle cose che hai scritto le facevo già e accresce la mia autostima visto che sono sulla giusta strada, l’altra metà è costituita di validi consigli, grazie mille dell’aiuto
E’ Verisimo ! ! ! Riascoltarsi e fare ascoltare ” cum grano salis “….è determinante per la crescita. Anche riascoltare dopo tanto tempo le stesse registrazioni…….ti danno l’idea corretta di quanto sei migliorato o regredito o….hai variato i tuoi gusti, quindi uno stesso brano puoi accorgerti di affrontarlo con un metodo e suoni diversi, perchè la tua “testa” è cambiata e non solo la tua tecnica !
Caro Davide, ho divorato il tuo articolo…
Ho una stranissima tecnica musicale… un tocco stranissimo (mi dicono) ed una scala altrettanto strana…
Può piacere o no… Questo mi crea sempre problemi quando suono con qualche band nuova o in qualche jam…
Il mio genere è il BOH! E’ un misto tra funky, texas blues, basso slappato e percussioni… Non sfioro o suono le corde, le batto! E’ come se volessi ottenere il suono di un basso slappato…
La mia mano destra suona SEMPRE in sedicesimi….
Sto diventando matto… più suono, più sprofondo in questo genere… ho googlato un pò su come affinare o migliorare la propria tecnica, e sei apparso tu…
Tutto vero quello che dici, tutto… Ma io aggiungerei anche di SUONARE in cuffia…
Suonare in cuffia è un’esperienza… non perdona, ma non regala niente… in cuffia senti tute quelle sfumature che altrimenti sentiresti solo con un ampli a PALLA… E’ incredibile… Se poi, hai anche òla possibilità di registrare, come faxccio io, attaccato alla scheda audio di una DAW, allora sei nel regno dei cieli…
Sviluppare una tecnica improvvisando su una base, è il mio credo assoluto…
Da sempre suono così, e così ho imparato… Ma questo è anche un limite… perchè arrivo ai live o alle jam o a prove senza aver provato concretamente niente…
Ho lanciato la base, inforcato le mi cuffie e iniziato a improvvisare… un piccolo tappeto, un pò di accompagnamento, una sezione per il bridge, e poi vai con il solo…
Sempre, con ‘sta dannata mano in sedicesimi e con ‘sto dannato tocco percussivo…
chi mi dice “assomigli a Prince”, chi “a jame Brown”, chi “a Nile Rodgers”…
Insomma, la mia è una tecnica davvero strana, ma non trovo nessuno con cui discuterne e avere un parere, un consiglio, una “dritta”… e cos’ resto sul tuo sito… e piano piano me lo sfoglio tutto…
Thanks man!