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La Tecnica al Servizio delle Emozioni

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Chitarra EmozioniIn questo articolo vorrei dare la mia umile e personale (quindi soggettiva) opinione, che può essere condivisibile o meno, sul rapporto che c’è tra tecnica ed emozioni. Dato che si tratta di un parere personale ti invito a scrivere la tua opinione lasciando un commento in fondo all’articolo.

Tante volte sento frasi come “Quel chitarrista è bravo si, ma è troppo tecnico, non mi emoziona“. Sembra quasi che il fatto di saper suonare bene uno strumento ed avere la padronanza dello stesso, voglia dire essere freddi e senza emozioni.

Magari è vero che il chitarrista in questione non arriva dritto al cuore. Ma perchè dovrebbe essere colpa della tecnica?

Un chitarrista è caldo ed emozionante sia con che senza tecnica. Un altro chitarrista è freddo sia nel momento in cui sta imparando che nel momento in cui ha raggiunto l’apice della tecnica. In pratica, se un chitarrista è freddo ed ha una grande tecnica. Sarà stato freddo comunque anche quando non aveva la super-tecnica.

Bisogna cominciare a scindere il discorso della tecnica con quello delle emozioni. Sono due aspetti che non per forza si muovono insieme in modo opposto. Avere una tecnica perfetta non centra niente con il non saper emozionare. Le due cose possono convivere come possono vivere separate.

Anzi, in molti casi ci sono chitarristi che riescono ad emozionare in modo notevole qualsiasi tipo di persona eseguendo dei brani che senza una tecnica di livello molto elevato non riuscirebbero sicuramente ad eseguire. Prendiamo ad esempio Tommy Emmanuel. Senza ombra di dubbio è uno di quei chitarristi che quando suona ti fa dimenticare tutto il resto che sta accadendo attorno a te. Si tratta sicuramente di uno di quei chitarristi che vivono la musica al 100% e riescono a trasmettere tutta la loro passione attraverso di essa. In passato ho postato alcuni video su di lui e mi avete confermato questa tesi.

Ma… qualcuno ha mai provato ad imparare a suonare un suo brano?

Io si. A parte la difficoltà impressionante e lo sforzo mentale e fisico che ci vuole per alcuni brani in particolare e la frustrazione che si prova nel provare a suonare una sola battuta per 30 minuti di fila, posso assicurare che anche una volta imparata la canzone, senza la straordinaria tecnica di Tommy Emmanuel e la sua padronanza dello strumento, il brano ha tutto un altro sapore. Un brutto sapore. Non riesci a trasmettere le stesse emozioni se non hai la sua tecnica.

Quindi, la tecnica è un valore aggiunto. Emozioni e tecnica nascono separate. Entrambe le cose possono essere allenate. Ogni chitarrista deve lavorare su entrambe, ma la cosa importante è che se riesci a trasmettere bene le tue emozioni ed hai una tecnica buona, se da buona la fai diventare ottima la tua tecnica, riuscirai a trasmettere ancora meglio le tue emozioni.

Ecco perchè “La tecnica al servizio delle emozioni“, perchè il motivo principale per cui un chitarrista dovrebbe voler migliorare la propria tecnica è per riuscire ad avere delle possibilità in più per trasmettere emozioni attraverso la musica.

Poi ci sarebbe anche da dire che ognuno di noi si emoziona per cose diverse (fortunatamente) e quindi il parere su un chitarrista è per forza soggettivo e sicuramente non bisogna pretendere che il proprio parere sia quello giusto. Ma questo aspetto meriterebbe un discorso a se. Ma tornando al nostro discorso…

In pratica, suonare è come parlare. Possiamo paragonare la tecnica al numero di vocaboli che conosci. Posso dire delle cose emozionanti se conosco solo 10 vocaboli? No. Ho molta più possibilità di emozionare parlando se conosco centinaia di migliaia di vocaboli e riesco a sceglierli nel modo corretto, giusto?

Poi giustamente c’è comunque chi conoscendo molti vocaboli non riesce a fare delle frasi corrette, ma ha comunque le potenzialità per farlo nel migliore dei modi.

Quindi a mio parere la tecnica non uccide le emozioni. Piuttosto, aiuta l’artista ad esprimersi al meglio. Poi sta al chitarrista farne buon uso.

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19 Comments

  1. Sono d’accordo.
    L’ importante è che uno strumentista non si innamori della propria tecnica, cosa che succede a diversi chitarristi, soprattutto elettrici. Ma è quello che implicitamente dici anche tu.

  2. Sono pienamente d’accordo su quanto espresso in questo articolo, e l’esempio della padronanza dei vocaboli calza a pennello… detto questo, vorrei soffermarmi sulle emozioni che si provano suonando una canzone che ti sta a cuore… non è molto che suono, malgrado l’età…poco più di due anni… ma quello che noto è che, se mi faccio prendere dall’emozione, quando suono, quel pò di tecnica che ho imparato, va a farsi benedire… la foga e l’emozione di suonare una certa canzone mi fa perdere il tempo e le pennate non seguono più il ritmo della canzone… tendo a velocizzare il tutto… non so se questo sia bello ed emozionante per chi mi ascolta… per me lo è, ma credo che non sia la stessa cosa per gli altri… quindi credo sia giusto che la tecnica venga prima di tutto… una volta che avrò imparato a suonare bene (e per farlo devo sentirmi un pò “distaccato” dal brano) sono convinto che riuscirei a vivere meglio l’emozione e a trasmetterla agli altri… grazie per tutto!!! marco

  3. credo che l’equivoco-perchè di equivoco si tratta- risalga al fatto che molta gente suona tanto e bene tre-note-tre infilando due accordi,quelli giusti.
    Effettivamente-la storia ci insegna-un analfabeta può dire cose importanti senza conoscere la grammatica,o un pittore naif può cambiare la storia dell’arte senza conoscerla e senza saper dipingere…
    Il fatto è che queste sono eccezioni,un privilegio dei grandi.
    O di quelli che si son trovati al posto giusto al momento giusto: penso alle schitarrate scalcagnate dei sex pistols, ma anche al lavoro di Page (mi suonano nella testa gli assolo di “Heartbreaker” o “”since i’ve been loving you) tanto sporco quanto emozionante…Ma che senso avrebbe risuonare male qualcosa che probabilmente era improvvisato?
    Eppoi, una tecnica si può accantonare in qualsiasi momento per pizzicare il mi giusto in prima posizione se è meglio(Satriani docet)… avere un vocabolario limitato farà si che una intuzione geniale ,ma complicata a suonarsi resterà una bella,sterile geniale intuizione e basta

  4. David Carelse

    March 21, 2013 at 11:52 am

    Per Alessandro:
    Si hai espresso molto bene un concetto importante Alessandro. Hai utilizzato le parole perfette.

    Per Marco:
    Hai tirato fuori un discorso interessante. In realtà credo che migliorando la tecnica riuscirai a vivere appieno il brano, emozionando sia te stesso che il pubblico senza imprecisioni.
    Quando hai la padronanza dello strumento, puoi vivere i brani che suoni in modo diverso, più pieno.

  5. Caro David, concordo pienamente con quanto scrivi. La tecnica non influisce sulle emozioni….però…solo se viene utilizata in modo appropriato.
    Purtroppo, molto spesso, quando si comincia a studiare chitarra e ci si confronta con gli altri colleghi, la prima cosa che colpisce è la differenza di tecnica….e diciamocelo…a quasi tutti un pò da fastidio averne meno di un altro.Diceva Andreotti: il potere logora chi non ce l’ha,un pò come la tecnica chitarristica logora chi non ce l’ha. Dall’altra parte, invece, chi sa di averne parecchia, molto spesso, tende a farla risaltare di più rispetto ad altre sue caratteristiche, per cui molto spesso, si tende più a mostrare in pubblico le proprie qualità velocistiche, tralasciando il resto. Tu ci insegni che all’orecchio umano e ancor di più a quello del profano, è più facile distinguere note suonate a 90 di metronomo che note suonate a 180. Questo per quanto riguarda la tecnica solistica, altro discorso è la tecnica globale sullo strumento che riguarda tutto : tocco, intenzione, pulizia, conoscenza della tastiera e delle varie tecniche….ecc.ecc..allora si che se si è in possesso di tutte queste qualità si può ambire a produrre qualcosa di veramente emozionante…

  6. Gianluigi Nardo

    March 21, 2013 at 5:33 pm

    Bravo Carelse,
    condivido la tua riflessione chiara e matura. Voglio aggiungere, però, che la capacità di comunicare emozione è più naturale (congenita) della tecnica. Quindi, la tecnica
    si può accrescere (con l’applicazione e lo studio) molto più della capacità di dare emozioni (per es. negli attori teatrali). Questa capacità mi fa venire in mente il
    carisma, che si ha o non si ha. Ti ringrazio e saluto cordialmente
    Gianluigi

  7. L’emozione è il chiodo che si conficca nel cuore dell’ascoltatore, la tecnica è il martello. Se il tuo martello è scarso o peggio, se non ne possiedi uno, non puoi piantar chiodi (a meno di avere una testa sufficientemente dura in sostituzione).
    Se ti mancano i chiodi invece non ti resterà che usare il martello sulla tua testa, poiché altri usi non ne avrebbe.
    In conclusione? Emozione e tecnica sono entrambi ingredienti indispensabili per colpire chi ti ascolta, si completano a vicenda, nessuno dei due elementi essendo al servizio dell’altro.

  8. per me la tecnica non è essenziale per emozionare,vi sono altre componenti che fanno grande un chitarrista ad esempio il tocco che hai sulle corde il sound che riesci a tirar fuori dall’effettistica il fraseggio che sai tirar fuori da una semplice pentatonica;un esempio ritchie blackmore o jimmy page o gilmour pur non essendo mostri di tecnica o iperveloci(ovviamente paragonati a certi chitarristi odierni)quando sento un loro assolo mi emoziono,quello che non mi accade quando ascolto uno steve vai o un petrucci.ovviamente una mia personale opinione,
    ciao.

  9. Hai posto la domanda e hai risposto. Correttamente.
    E hai fatto l’esempio più giusto: Tommy Emmanuel.
    La sue tecnica straordinaria è al servizio delle emozioni, ed emozioni te ne trasmette a valanga.
    L’ho sentito dal vivo: non c’è un passaggio in cui la tecnica, pur terrificante ed inarrivabile, non sia al servizio della musicalità.
    Si dice di un chitarrista che è “troppo tecnico” qunado oltre a ciò non c’è altro, solo esibizione di bravura, ma idee poche e sempre quelle, trite e ritrite.
    Gli assoli dei moderni guitar hero sono intercambiabili, vanno bene in (quasi) qualsiasi altro pezzo, sia loro che di un altro tecnochitarrista.
    Gli assoli di Blackmore o Jimmy Page (per non parlare dell’inarrivabile Jimi), stavano bene in quel pezzo, faceva parte di esso, e non starebbero ssolutamente bene in un altro brano.
    E comunque la verità è che la tecnica si può imparare, invece la fantasia, l’inventiva, il gusto musicale, il cuore… o ce l’hai o non ce l’hai.
    E se non ce l’hai puoi sempre stupire con la tecnica e basta (se chi ti ascolta si accontenta).
    (P.S. – Io non ho nè tecnica ne fantasia…. accidenti).

  10. sono alle prime armi con la chitarra ma credo che la melodia nel suono è tutto e la tecnica fa capire che sai suonare e hai la padronanza dello strumento quindi entrambi importanti ma per un discorso di sensazioni emozioni fantasie con la mente ecc..torno ancora a dire che la melodia è l’ anima del suono o della canzone

  11. nicola ha detto bene è la musicalità l’anima del suono.

  12. Quoto David in pieno.
    Anche per i cantanti è così, anzi forse la differenza si nota di più.

    Gabriele

  13. Eugenio (Rudolf)

    March 23, 2013 at 1:23 am

    Ciao e innanzitutto: Bravo Davide, perchè proponi sempre quesiti interessanti. Un esempio banele prima di eprimere il mio punto di vista lo vorrei fare anche io: “Hai la patene? Magari sei anche un ottimo pilota? Questo non fa di te un pilota Formula 1 se non hai le giuste qualità tecniche”. In altre parole la tecnica non è solo velocità di escuzione ma comprende il tuo bagaglio musicale di chitarrista: il sound, il tocco, lo stile di escuzione, ecc.. e questo significa che la “tecnica” ce c’hai in ogni caso, ed è o buona o mediocre.
    Quando mi chiedono: “Secondo te, chi è più bravo David Gilmour o Eddy Van Halen?”
    La mia risposta è:” Colui che rende meglio nella band in cui suona”.
    C’è poi chi afferma che per “suscitare emozioni” non è fondamentale essere veloci sula chitarra. Vero! In ogni caso dipende dal brano, dalla melodia, e dalla fantasia creativa del solista. Ma anche chi è veloce, o se preferite “tecnico” può fare queste cose.
    L’assolo di Mike Landau nel brano Angeli, di Vasco Rossi; è uno degli assoli più belli ed emozionanti che io abbia mai ascoltao ed è considerato tra i migiori assoli a livello mondiale.
    Landau è un perfezionista della tecnica ed un esperto dell’uso degli effetti di pedaliera, ma soprattutto è veloce.
    Il fatto è che oggi ci sono molti strumentisti e pochi musicisti: qual’è la differenza? Lo strumentista è quello nasce, cresce e si diploma alla scuola di musica o conservatorio: è bravo, preparato e ha tecnica.
    Il musicista invece proviene dalla scuola delle “cantine o sottoscala” dove si formavano di solito delle Band. Il nostro provetto chitarrista impara da solo e/o con l’aiuto di qualche altro chitarrista “fatto in casa”, comincia a tirare su assoli ad orecchio sviluppando fantasia e creatività. Nella cantina nasce quel tocco personale, lo stile e la personalità di esecuzione, la velocità è una predisposizione naturale per un chitarrista Hard rock.
    In seguito il nostro chitarrista sente il bisogno di completarsi e va a scuola di musica dove perfeziona la “sua tecnica”.
    Però, a differenza degli strumentisti tutti simili, perchè figli di uno stesso padre: la scuola o il conservatorio. Il nostro chitarrista della cantina invece è dotato di una personalità peculiare sullo strumento, uno stile prorio nato dalla ricerca, dalla fantasia, dalla voglia di imitare Blackmoore o Page.
    Quindi, secondo me la tecnica è l’anima musicale di un chitarrista. E non se ne può fare a meno… poi ognuno è libero di scegliere.

  14. Le emozioni si possono percepire anche con canzoni di 3 accordi!!! Se le melodie sono buone e la voce e gradevole e a tempo e a seconda di che canzoni sono!!! E’logico che sapere bene la tecnica aiuta alla grande ,ma non possiamo essere tutti
    -Jimi hendrix- Comunque come tutte le cose bisogna prenderla non troppo di petto per far si’che la cosa piu bella rimanga(Passione e Divertimento).Ciao e grazie per tutte queste chicche!!!

  15. E’ vero; la tecnica accompagnata da frasi ben composte, siano esse parlate o espresse in musica, possono accendere le corde del cuore, o dei sentimenti.

  16. David, il 90% dei chitarristi critica un chitarrista che non gli piace dicendo che non suona col cuore, questa cosa è da ignoranti, per fortuna ci sono persone che capiscono a quanto vedo :D.
    Ottimo David!

  17. ognuno penso e credo che sia libero di esprimere la propia opinione sia che piaccia o no,a quanto pare mister x non la pensa così e da dell’ignorante a ben 90 chitarristi su 100!!!!

  18. Scusa Giuseppe forse ho esagerato un pò, ma comunque la maggior parte, ti assicuro che è così!
    90% l’ho detto, per dire, che la maggior parte lo è, non proprio 90% =)

  19. E poi guarda che, la penso come David, non hai letto bene il commento!
    Solo che dicevo che Appunto la maggior parte, non la pensa come David.

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