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Chitarristi Famosi: Imparare da Angus Young

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Chitarristi Famosi: oggi ci concentriamo sui punti di forza di Angus Young per trarne i migliori insegnamenti.

Clicca qui se non hai ancora letto l’introduzione a questa serie di articoli.

Angus Young è uno dei più influenti chitarristi nella storia del rock, nonchè componente di una delle band più influenti… gli AC/DC. Come da regolamento per questa serie di articoli andiamo a vedere solo ed sclusivamente i punti di forza di questo chitarrista.

Io ho elencato i punti di forza principali, quelli che mi saltano all’occhio subito, poi aspetterò che tu ne aggiunga degli altri.

Precisione

Una particolarità di Angus Young è la precisione delle esecuzioni e la pulizia del suo suono. Infatti, il chitarrista degli AC/DC utilizza da sempre un overdrive molto leggero e tagliente come suono della sua chitarra.

A differenza di chi utilizza una distorsione piena e potente, Angus non può sbagliare e non può essere impreciso perchè la minima sbavatura si paga caro con questo suono. Basta un minimo sfioramento della corda che sta suonando ed il suono sparisce in un istante, cosa molto fastidiosa per chi ascolta.

Sono andato a vedere diversi gruppi cover AC/DC e devo dire che ammiravo molto chi teneva l’overdrive con lo stesso gain e riusciva a non sporcare quasi neanche una nota.

Consiglio pratico: se credi di dover migliorare la precisione, prova a studiare qualche assolo di Angus Young. Ma, mi raccomando, utilizza come effetti solo un overdrive molto debole.

Spettacolo

Che dire del modo in cui Angus Young fa spettacolo sul palco? Può piacere o non piacere, ma sicuramente è uno che utilizza tutto il proprio corpo quando suona, per trasmettere delle emozioni.

Consiglio pratico: anche l’immagine è importante per un chitarrista che suona dal vivo. Prova a pensare a come potresti migliorare il tuo modo di stare sul palco.

Il Blues

Angus Young è sicuramente uno di quei chitarristi che meglio ha azzeccato uno stile in cui blues e hard rock si intrecciano alla perfezione. Sono diversi i chitarristi che utilizzano scale e lick blues in assoli di canzoni in stile rock o hard rock, ma bisogna riconoscere che Angus è uno di quei chitarristi che l’ha fatto al meglio.

Consiglio pratico: se ti piacerebbe inserire nei tuoi assoli hard rock un pò di blues, studiati qualche lick o assolo di Angus Young.

Tocca a te

Ci sarebbero altre cose che mi piacerebbe esporre riguardo ad Angus Young, ma preferisco lasciare l’opportunità a te.

Scrivi un commento con una o più caratteristiche di Angus Young che ritieni degne di nota. Mi raccomando, punti di forza!

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10 Comments

  1. Ciao Davide, concordo pienamente con quello che l’articolo esprime. Innanzi tutto un doveroso inchino è dovuto al grande Angus, autore di ispirazioni nella maggior parte dei chitarristi. Ho 43 anni e suono la chitarra da 25, nel mio passato musicale, ho affrontato la musicalità di vari guitar hero, da Malmsteen, Vai, Satriani, perchè vedevo in loro tecnica, velocità, virtuosismo etc etc……. In poco tempo però gli stessi non mi emozionavano più di tanto, sempre le stesse cose, sempre le stesse scale, quasi sempre la stessa tipologia di esecuzione. Da qualche anno, suono in una tribute band dei Pink Floyd, il primo approccio verso questo nuovo stile, ha creato in me non pochi problemi, tra i quali la gestione degli effetti, equalizzazione del suono, l’esatta collocazione in pedaliera degli effeti, la quantità di effetto da usare, ed infine ed il più importante direi, il bendig di cui reputo David Gilmour maestro per eccellenza. Da lui ho imparato più cose che non con i chitarristi sopra citati. E’ qui credo si aprirà un ampio dibattito in merito. Non voglio denigrare la musica di Vai, Satriani etc etc, anzi reputo loro grandi musicisti che hanno sicuramente rivoluzionato alcuni generi musicali, ma credo fermamente che iniziando a suonare la chitarra,mi riferisco a coloro che voglio imparare presto e subito, non possono prendere come primo esempio questi mostri della 6 corde tralasciando quelle che sono state le radici della storia della chitarra, quali i Deep Purple, Led Zeppelin, Jimi Hendrix, AC/DC stessi, e via elencando, e qui mi ricollego all’artico di Davide, prendendo Angus Young come esempio per il suo stile, pulizia, suono, tocco e il modo in cui riesce a bucarci le orecchie con le sue numerose e gustose scale pentatoniche.
    Un saluto a tutti e buona musica…….

  2. Ottima disanima su un ottimo chitarrista.
    L’ho visto tante tante volte dal vivo e si, hai ragione.
    Anzi… Angus ha ragione ;-)

  3. io aggiungerei la straordinaria capacità di creare riff semplici ma potenti e coinvolgenti:non bisogna strafare quindi per ottenere un buon risultato

  4. Ciao David, colgo l’occasione per farti i complimenti per l’eccellente lavoro che svolgi quotidianamente. Concordo pienamente su tutto quello che hai scritto su Angus.
    A questo link http://www.youtube.com/watch?v=92JzJ8gpgpY trovi la mia cover di
    Back in Black, mentre questo http://www.youtube.com/user/eldrigo1?feature=mhee
    è il mio canale YouTube nel quale trovi le mie cover, prevalentemente degli AC/DC.
    Ti saluto…e accetto consigli :)))
    Ancora complimenti

  5. Credo che “pulizia” sia lagiusta chiave di lettura del lavoro di Angus Young.Cito l’articolo per quanto riguarda tecnica e suono, e aggiungerei pulizia anche nelle intenzioni;ogni assolo è al servizio del brano,non lo soverchia nè lo sbilancia: entra con un lick,dura giusto qualche giro,chiude con una svisata…senza uscire mai fuori dal seminato.
    Gli espedienti tecnici -tapping e quant’altro- sono subordinati all’espressività di ogni singola nota,sempre spremuto a dovere(mentre scrivo, mi suona nella testa la coda del solo Di “Let me put mylove…”).
    Tipo tosto,che bada al sodo,e senza troppi fronzoli,suona molto con poche note.
    ps. Ovviamente mi riferisco all’ Angus maturo, da “Highway to hell ” in poi!

  6. Per essere più precisi, meglio non usare nessun overdrive tenendo basso il gain (non importa quanto sia buono il pedale, risulterà sempre troppo finto), per avere quel suono serve per forza ampli valvolare molto “british” (per non fare nomi, quindi con taglio in frequenza quasi nullo), canale pulito con gain piuttosto alto. la cassa a 4 coni e i watt fanno il resto (ma attenti a non buttare giù nessun muro). Angus è infatti famoso per la semplicità della sua timbrica, senza troppi fronzoli o effetti.

    Anedoto:

    Quando suo fratello lo portò per la prima volta in studio, lo accompagno al mixer, gli fece vedere i led dei livelli e gli disse:
    “vedi quelli? più vanno in alto e sono rossi, più stai suonando bene!” ;D
    Così sono nati gli AC/DC

  7. A me non piace, preferisco altri!

  8. Ciao David e ciao a tutti,dopo tanti anni son riuscito ad abbandonare distorsioni sature ed iper pompate,concordo sulla linea di Luciano pienamente!Non sono un fans degli AC/DC magari aggiungo al dibattito dei miei favoriti che vorrei “imitare” nel (senso buono),tre nomi Gary Moore,Steve Morse,Steve Lukater,mi hanno trasmesso qulcosa di differente rispetto al pur grande Angus Young!

  9. Come non citare il caratteristico vibraro di Angus? Deciso ma equilibrato.
    Poi l’uso gustoso della pentatonica e delle blue note.
    Il solismo non esagerato.
    Ultimo ma non ultimo, la scelta tattica di una chitarra leggera per evitare un “hip displacement”, come dice Angus Stesso. Scegliere una chitarra comoda piuttosto che bella é una scelta ammirevole. All’epoca la divoletto.non era un’icona, ma una chitarrina piccola e leggera.
    Insomma… adoro quell’omino.
    Davide, ottima idea questa serie di articoli.
    Ciao

  10. Io sono un malato di AC/DC. Di Angus adoro tutte le cose che avete scritto ma più di tutte una cosa: il bending sporco e imballato di quest’uomo! Ci ho messo un bel po per cercare di imitarlo, ma è fantastico! Parlo di quel bending eseguito suonando una corda (e alzandola di tono ovviamente) e toccando anche la corda sopra tenuta muta. Magari non mi spiego bene detto così ma se ascoltate la canzone “night prowler” esattamente al punto in cui entra Angus col mini assolo iniziale capirete subito. Lo si sente benissimo anche nello stacco finale dell’assolo della canzone “given the dog a bone”. Rock ma anche blues… insomma la perfezione sonora!

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