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Vibrato e Bending: Infinite Sfumature

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Qualche settimana fa ho parlato del bello della chitarra che a mio parere è l’espressitvità (leggi qui l’articolo). Questa è portata all’estremo da vari fattori che molti altri strumenti non hanno.

Il contatto diretto con le corde ad esempio è una delle caratteristiche che mi affascina di più di questo strumento. Perchè? Perchè anche solo delle dita diverse, se fanno la stessa nota, provocano un risultato è diverso, semplicemente perchè anche le dita della persona che sta suonando producono un suono diverso.

Il contatto diretto con le corde ti permette tra l’altro di fare infinite variazioni di suono. Ad esempio, due tecniche che si utilizzano molto spesso e che caratterizzano molto il suono e l’espressività di una melodia sono il vibrato ed il bending (se non sai cosa sono vai al corso di chitarra completo).

Queste due tecniche sfruttano lo stesso principio della corda che se viene tirata suona con una tonalità più alta.

Ho passato diverso tempo ad ascoltare con attenzione i vibrati ed i bending dei chitarristi famosi perchè sono due delle tecniche che più possono caratterizzare un chitarrista. Questo perchè ci sono moltissime variabili per eseguirle.

Il Tempo

Ad esempio c’è la variabile del tempo sia nel vibrato che nel bending. Il vibrato lo puoi eseguire in quarti, in ottavi, sedicesimi, ecc… Molti chitarristi prediligono una di queste variabili. C’è chi lo fa veloce e chi lo fa lento.

Ma soprattutto c’è chi lo fa perfettamente a tempo (vedi John Petrucci) e chi lo fa senza tenere troppo conto del tempo della canzone, ma tenendo conto di più delle sensazioni che si vuole trasmettere (vedi Malmsteen).

Per quanto riguarda il bending invece, è fondamentale la quantità di tempo che ci impieghi per arrivare alla nota di destinazione. Ovviamente, come per tutte le tecniche, dipende sempre dalla canzone, dall’obiettivo di quel bending e da molte cose, ma se noti, ognuno di noi ha un ritmo diverso.

Magari alcuni chitarristi partono veloci nel tirare la corda e poi magari poco prima di arrivare alla nota di destinazione rallentano. Altri fanno il contrario.

La Precisione

Per quanto riguarda il vibrato ho già parlato della precisione, perchè si tratta della precisione nella tempistica nel secondo capoverso del paragrafo precedente.

Nel bending la cosa è un pò più interessante. Eseguire un bending preciso con la chitarra vuol dire arrivare alla nota perfetta di destinazione. Questo è un aspetto che si deve studiare molto all’inizio, senza nessuna scusa, eppure a volte diventa fondamentale essere imprecisi.

Questo succede perchè l’imprecisione, che sia leggermente al di sotto della nota di destinazione o leggermente al di sopra, è comunque qualcosa che trasmette delle emozioni diverse.

Attenzione però! Anche queste imprecisioni comunque sono fatte volutamente, se non sono fatte volutamente sono comunque degli sbagli che si percepiscono molto bene (prossimamente preparerò un video con degli esempi).

La Forza

Qui parliamo sopratutto del vibrato. La forza con cui si tira la corda nel vibrato determina anche l’escursione di tonalità dalla nota principale. C’è chi esegue un vibrato molto intenso con una grande escursione (vedi Zakk Wylde) e chi invece produce un vibrato più dolce (vedi Eric Clapton).

Anche qui dipende dal senso che si vuol dare alla melodia, ma comunque è qualcosa che fa parte del proprio stile, del proprio carattere e della propria personalità.

Conclusione

Queste sono le variabili principali per personalizzare il proprio vibrato ed il proprio bending, due tecniche che ti permettono di esprimere la tua personalità quando suoni la chitarra.

Prova a fare attenzione anche tu a come i chitarristi famosi eseguono i vibrati ed i bending, sicuramente troverai qualche chitarrista che fa qualcosa di interessante.

Puoi anche studiare i vibrati dei cantanti, come fa Stef Burns, che dop oaverlo fatto ha cominciato ad eseguire con la chitarra un vibrato simile a quello dei cantanti, ovvero, all’inizio di una nota lunga suona la nota senza vibrato e poi verso la fine introduce il vibrato sempre più marcato, ma in un arco di tempo molto piccolo.

Fai attenzione anche a come esegui il vibrato tu in questo momento e se ci sono aspetti che vorresti migliorare. La cosa migliore da fare è registrarsi mentre si improvvisa, senza pensare troppo a quello che si fa e poi ti riascolti.

Fammi sapre cosa ne pensi di questo articolo e soprattutto fammi sapere se noti qualcosa di particolare nei vibrati o bending di qualche chitarrista famoso!

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5 Comments

  1. Quoto appieno sulla “imprecisione voluta” del bending. Fermarsi poco prima della nota di destinazione rende tipicamente il pezzo “struggente”, mentre andare oltre lo rende “esuberante”.
    La tecnica va sicuramente padroneggiata, ma una cosa è sicura, un bending estremamente preciso sulla totalità del pezzo suona sempre privo di sentimento in chi ascolta.

    Recentemente ho visto su YouTube un chitarrista che si cimentava in una cover di Kiko Loureiro, ma c’era qualcosa che rendeva il pezzo moscio, triste, mediocre. Riascoltandolo, mi sono accorto che i bending erano perfetti, si fermavano tutti esattamente sulla nota di riferimento…

  2. David Carelse

    July 17, 2012 at 11:21 am

    Ciao Fabione72, molto interessante quello che hai scritto. Grazie!

  3. Ciao a tutti con questo argomento a me e’ venuta in mente Parisienne walkaways ed il grande Gary Moore nonche i Thin Lizzy spero che anche i giovannissimi gli diano un’ascoltata!

  4. Ciao Davide.. Io sono letteralmente innamorato del bending di David Gilmour, di una precisione e dolcezza uniche secondo me nel suo genere. Bending molto lunghi e molto precisi tenuti da delle dita non veloci ma forti dotate di grande sensibilità.

  5. David scusa :) no Davide..

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