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Jimi Hendrix: Valleys of Neptune, l’Ultimo Album

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Jimi Hendrix: quest’anno, a 40 anni dalla sua morte, è uscito l’undicesimo album pubblicato postumo, Valleys of Neptune.

In questo album dovevano esserci 12 brani inediti… e ci sono stati. Il fatto è che di questi 12 brani inediti ce ne sono pochi che non conosciamo. Sono inediti perchè, anche per quanto riguarda i brani che già conosciamo, sono delle versioni mai sentite prima.

Alcuni per questo considerano questo album qualcosa che vada bene di più ai collezionisti che non ai fan della musica di Jimi Hendrix. Tuttavia i brani completamente inediti ci sono e tutti i brani sono stati maneggiati e post prodotti dallo storico tecnico del suono di Jimi Hendrix: Eddie Kramer.

Quasi tutti i brani sono stati prodotti da Jimi Hendrix nel 1969 e rivisitato poi da Eddie Kramer.

La prima traccia, Stone Free è già conosciuta, registrata originalmente nel 1966, ma la versione presente in Valleys of Neptune è una versione diversa registrata nel 1969.

Per la prima volta con la band al completo possiamo ascoltare Valleys of Neptune, la canzone che da il titolo all’album, con la band al completo. Anche questa canzone, infatti era già presente in una versione più spoglia in un album pubblicato solo dal ’90 al ’92, in cui si sentivano solo Jimi, un batterista e un percussionista.

Poi è il momento di una cover. La cover è Bleeding Heart, canzone ripresa da un blues classico di Elmore James. Questa versione è completamente diversa da quella che era già apparsa in precedenza ed è molto più rock.

Hear my Train a’Comin è completamente diversa dalla versione che abbiamo potuto ascoltare in precedenza suonata con una 12 corde in un documentario del ’73. Questa versione contenuta in Valleys of Neptune ha tutti gli strumenti al completo.

Ancora una nuova versione di una canzone apparsa precedentemente, Mr Bad Luck e un’altra cover dei Cream questa volta, la famosissima Sunshine of your Love. La band di Jimi la suonava spesso nei live ma non era mai stata pubblicata prima d’ora.

Seguono una nuova versione di Lover man e un altro brano completamente inedito (il secondo fino ad ora, senza contare quelli che avevamo già ascoltato in altre versioni), Ships Passing Through The Night.

Seguono le famosissime Fire e Red House, non diverse dalle originali ma solamente allungate di tempo in quanto erano ideate per eseguirle nei concerti.

E poi il terzo ed il quarto brano completamente inediti: prima Lullaby for the Summer, poi Crying Blue Rain, mai pubblicate prima. La prima, al contrario di ciò che suggerisce il titolo, non è una ninnananna e neanche una ballata, ma in linea con le altre canzoni dell’album. Un pò più lenta la seconda, un blues lento.

In ogni caso, anche se dalla promozione dell’album ci si poteva aspettare più canzoni inedite mai pubblicate prima, neanche in altre versioni, e anche se le versioni di Fire e Red House sembrano aggiunte per far numero (mi scuso con i collezionisti che non la pensano così), trovo che sia comunque un album di Jimi Hendrix, diverso da ciò che abbiamo potuto ascoltare prima e comunque opera del più grande chitarrista di tutti i tempi.

Non sono mancate le polemiche ovviamente: Ma Jimi Hendrix avrebbe voluto pubblicare queste canzoni, mettendo da parte il suo perfezionismo maniacale?

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1 Comment

  1. …mi sa tanto che è l’ennesimo album postumo con finalità spiccatamente commerciali… Continuo sicuramente a preferire i vecchi album. E forse li preferisce anche Jimi.

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