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Chitarre PRS: le Paul Reed Smith

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Chitarre PRS: oggi approfondiamo la conoscienza delle chitarre PRS, Paul Reed Smith, chitarre che molti chitarristi famosi scelgono.

Mi sembra giusto approfondire la conoscenza di questo marchio in grande crescita. Un marchio che ha stupito grandi chitarristi per le prestazioni delle sue chitarre che sembrano essere ormai le uniche che tendono sempre a migliorare ed a guardare il futuro, invece di ancorarsi a suoni, materiali e sonorità tradizionali come quelle classiche di Gibson e Fender.

Le chitarre Paul Reed Smith, abbreviate in PRS, sono nate in America nel 1985 per soddisfare le esigenze di musicisti locali. Ora le chitarre PRS sono famose in tutto il mondo e si stanno affermando per la qualità e l’avanguardia.

Tra le Paul Reed Smith ricordiamo ad esempio la chitarra di Santana di cui abbiamo parlato un pò di tempo fa, una Paul Reed Smith Santana MD, una chitarra che presenta alcune novità importanti del mondo delle chitarre elettriche. Ad esempio lo switch che ti permette di cambiare il suono della chitarra quasi come se cambiassi chitarra, cosa che enfatizza la Multidimensionalità di questa chitarra (MD).

Ma Carlos Santana non è l’unico ad aver scelto una chitarra PRS. Tra i chitarristi che hanno scelto queste chitarre ci sono ad esempio Orianthi Panagaris (chitarrista che doveva suonare nell’ultimo tour di Michael Jackson), Brad Delson e Mike Shinoda dei Linkin Park, gli italiani Donato Begotti e Andrea Braido.

Andrea Braido sarà proprio il chitarrista che ci spiegherà tutte le qualità di queste chitarre in una serie di 5 video in cui ha fatto una buonissima recensione ed ha spiegato il motivo per cui è passato alle chitarre PRS Paul Reed Smith. Vedremo in particolare il primo di questi 5 video in cui ti ho messo anche la trascrizione, mentre degli altri puoi vederli semplicemente sotto, ma il primo video è quello sicuramente più interessante:

Perchè PRS?

Trascrizione completa:

Perchè sei passato a PRS?

Io sono passato a PRS perchè dopo aver suonato tutte le chitarre presenti sul mercato dalle chitarre storiche a quelle artigianali su consiglio di un mio amico, che non im aveva visto suonare ancora una Paul Reed Smith, l’ho provata e mi ha dato una sensazione nuova che altre chitarre non mi hanno dato, ad esempio il manico, cosa che per me è l’anima dello strumento, appena ho messo le mani sul manico e la tastiera e ho sentito come i tasti sono disposti sulla tastiera, questa è stata già una cosa che mi ha ispirato molto.

Quindi a livello di liuteria è già ad un concetto superiore?

Esatto, ho trovato una qualità superiore, questo è proprio il punto. Io sono andato proprio sulla sensazione eidermica, perchè dopo tanti anni di musica e pratica giornaliera, perchè suono esattamente come facevo tanti anni fa tutti i giorni, quindi ho un rapporto di fisicità con lo strumento, ho avvertito questa sensazione di estremo piacere nel suonarla e poi non dimentichiamo la bellezza dello struemento e poi parlerei di suono, la cosa che mi ha convinto in modo definitivo. Io ho molte chitarre, ma non riesco a fare a meno delle Paul Reed Smith perchè quello che mi riesce a dare una PRS in un solo strumento mi permette di fare un disco.

Ci racconti la tua prima Paul Reed Smith?

La mia prima PRS è una Custom 22, quindi classico colore orange. Perchè io l’ho voluta orange? Perchè in uno dei libri di chitarre che ho la prima Paul Reed Smith Custom era Orange, quindi mi piaceva avere la clasicità dello strumento. Poi grazie a questa collaborazione è nata l’idea di fare questo strumento che, dato che le trovo chitarre già perfette come sono non ho voluto delle customizzazioni, in quanto a pickup e altre cose quindi ho voluto uno strumento che sia il top della linea anche come versatilità, quindi una Custom 24 con gli HFS treble e Bass come Pickup, splittabili ovviamente, chiaramente qui c’è un top in acero fantastico, un pezzo unico, però rimane una Custom 24. Io ormai ce l’ho da un anno e qualche mese ed è diventato il mio strumento per tutte le situazioni, in studio, dal vivo…

Nell’ultimo disco “Latin Braidus”…

Nell’ultimo disco, gli assoli sono al 70% sono fatti con questa chitarra, però ho usato anche le altre Paul Reed Smith.

Quindi tu con una Custom 24 sei riuscito a riprodurre anche quella timbrica classica di Carlos Santana?

Si quello sicuramente, ma non solo, ecco, un’altra cosa è che le PRS secondo me, poi sono state riprese da altre chitarre, però la qualità dei potenziometri… io ho la possiblità di chiudere e abbassare il volume dello strumento senza perdere di dinamica, però avendo un suono completamente diverso quindi io con un semplice gesto della mano destra, mentre sto suonando dal vivo senza cambiare il canale, posso dare una serie di sfumature, senza dover fare altri movimenti e questa è stata una cosa imitata anche da altri marchi…

Ce lo fai sentire?

(dimostrazione)

L’idea di chi ha costruito queste chitarre è stato un progetto di tanti anni, di tante prove, quindi, voglio dire, è uno strumento che è riuscito ad aprirsi un varco in mezzo ai marchi storici, cosa che è molto difficile. E’ una sorta di miracolo secondo me anche per gli americani che sono molto tradizionalisti.

La Differenza delle Chitarre PRS

In questo video Andrea Braido spiega la grande qualità dei costruttori di chitarre Paul Reed Smith, ovvero la continua ricerca di altre sonorità e chitarre diverse.

Chitarre PRS e stili diversi

In questo video puoi vedere una chitarra differente suonata in diversi stili. Andrea parla anche del modo in cui, secondo lui bisogna scoprire le Paul Reed Smith. Qui puoi ascoltare delle curiosità sui Pickup.

La differenza nel suono

Andrea Braido parla di un altro aspetto che gli ha fatto scegliere le Paul Reed Smith, un aspetto del suono e della chiarezza delle note. Inoltre si sente la prova di una PRS speciale.

La PRS Custom 22

Dimostrazione della Paul Reed Smith Custom 22, la prima chitarra PRS di Andrea Braido.

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8 Comments

  1. Con le PRS c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma qualunque sia la scelta, è sempre quella giusta.

  2. Le SE custom hanno delle finitura da favola, però in alcune le molle del ponte tengono poco l’accordatura , sopratutto con la leva del vibrato!

  3. hey, io aggiungerei tra gli artisti PRS mark tremonti e myles kennedy degli alter bridge, dave navarro e Al di meola…

  4. Io ho due PRS : la Dave Navarro e una Custom 24 25th . è sono fantastiche , puoi farci di tutto e un manico così comodo non l’ho mai trovato in altre chitarre.

  5. sono seriamente interessato a comprare una chitarra professionale per fare del jazz sarei orientato sulla gibson es335 ma mi attira molto anche la PRS mi chiedevo se la PRS fa anche modelli semiacustici

  6. ciao,da felice possessore di una favolosa Custom 22 posso solo fare elogi a questo marchio.Su Braido voglio solo dire che è ovvio che ne parli bene visto che è pagato.Buona musica.

  7. e tra i possessori citerei anche Mike Akerfield degli Opeth. eccp. quello è il suono che mi ha convinto ad amare questo marchio: aggressiva, un pò cupa e chiusa ma anche brillante e dolce. anche se per ora mi devo accontentare della serie Prs abbordabile, le SE che già di per se hanno un rapporto qualità prezzo fantastico con una grande versatilità. certo con la singlecut quando faccio sultans of swing non è come avere una strato (e il finger style di Mark) però con lo switch in posizione centrale sembra quasi di avere un single coil e l’effetto non è niente male. personalissimo parere però questa serie supera il livello delle LP studio.

  8. complimenti al nostro grande andrea braido .. per le sue esperienze messe davanti a tuttti,!!! grande qualita , sono interessato all acquisto di una chitarra prs saluti daniele scarpa

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